di Daniel Fontana - 26 agosto 2019

Dal costume alle scarpe, i consigli per i materiali giusti

Qualunque prestazione può essere facilitata da un corretto equipaggiamento. La strumentazione deve essere adeguata alla persona e all'obiettivo che si pone. Non è necessario spendere cifre astronomiche, ma scegliere con accuratezza le scarpe o gli occhialini più adatti a noi. Qualche consiglio per non sbagliare l'acquisto.

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Se fin qui ti ho ingolosito e stai realmente iniziando a pensare di tentare un approccio al triathlon per diversificare il tuo allenamento e per metterti in gioco in una nuova avventura, è venuto il momento di affrontare la questione “materiali”.

La bici è lo strumento più costoso per un triathleta e questo tema lo abbiamo già affrontato insieme nelle puntate precedenti. Io sono un atleta professionista, ma alleno da diversi anni un folto gruppo di amatori, alcuni alla loro prima esperienza sportiva, proprio come te e altri provenienti da una delle tre discipline del triathlon e con un background agonistico già abbastanza corposo.

Seguendo così da vicino degli amatori, ho imparato nel tempo a individuare con precisione cosa è necessario in termini di strumentazione e cosa invece può essere superfluo o da acquistare solo quando si sceglie di fare sul serio. Noi professionisti, grazie alle aziende che ci supportano e per gli obiettivi di classifica che ci poniamo, abbiamo a disposizione strumentazioni che per noi sono preziose ma che a volte sembrano quasi futuristiche. L’obiettivo di un “pro” è limare tutto il limabile in ottica di crono chiaramente! Per un esordiente, spendere una fortuna in materiali è invece, a mio parere, una scelta poco logica e sicuramente che non porta vantaggi proporzionati al sacrificio economico.

Ora, per rispondere con precisione alla domanda, “Che cosa mi serve per iniziare a fare triathlon?”, è necessario in prima istanza, decidere che tipo di triathleta vuoi essere. Nell’approcciarti a questo mondo qual è il tuo obiettivo? Diciamo che sostanzialmente possiamo classificare i neofiti in due grandi gruppi, quelli che esordiranno solo per il puro gusto di farlo e quelli che proprio dalla dimensione agonistica non riescono a staccarsi e cercheranno, comunque, una mira di classifica.

Il mercato offre abbigliamento, tecnologie e strumentazioni veramente di ogni gamma e per ogni portafoglio. Quello che deve essere chiaro però, è che è assolutamente possibile arrivare a disporre di un buon equipaggiamento per il triathlon anche senza dover investire cifre esorbitanti nei materiali. Ovviamente, maggiori saranno le tue ambizioni di classifica e il tuo desiderio di non abbandonare la strada del triathlon negli anni, maggiore potrà essere anche l’investimento economico da dedicarvi. Le maggiori aziende esistenti sul mercato offrono prodotti di ogni gamma e prezzo, per cui non farai fatica a trovare quelle che potranno fare al caso tuo.

Vediamo quindi nel dettaglio, per ciascuna delle tre specialità, di cosa hai esattamente bisogno!

Delle tre discipline questa è sempre quella che spaventa di più gli esordienti, anche se praticamente tutti, almeno da bambini, abbiamo avuto a che fare con l’acqua al mare o in piscina nei corsi che spesso si fanno in giovane età per imparare a nuotare.
Quanto ai materiali però, il nuoto è quello che impegnerà meno le tue finanze. Per nuotare ti basta poco in verità. Con un impianto sportivo, un costume, un paio di occhialini e una cuffia sei già pronto per iniziare il tuo allenamento in vista dell’esordio. Se però hai scelto come gara d’esordio una prova che preveda il nuoto in mare o in un lago, è molto probabile che tu possa avere bisogno anche di una muta. Ricorda sempre comunque che la maggior parte delle gare di buon livello e dei negozi che vendono attrezzatura per il triathlon, dispongono spesso di un servizio di noleggio mute, pratico e poco costoso. Alla muta dedicheremo in questa rubrica un capitolo a parte nelle prossime settimane, quindi continua a seguirmi.

Per quanto riguarda il costume d’allenamento invece, trovi in commercio capi realizzati con tessuti resistenti al cloro e magari in doppio strato. Il cloro è una sostanza chimica importante per la depurazione dell’acqua degli impianti pubblici, ma ha un’azione devastante sui tessuti elastici che non siano studiati appositamente per resistervi. Se non sceglierai un costume sufficientemente tecnico, perderà presto di elasticità e diventerà decisamente poco confortevole e scomodo.

Anche nella scelta degli occhialini ti conviene curare qualche dettaglio. Scegli quelli con la protezione in gomma morbida, perché nelle partenze di gruppo può capitarti di ricevere qualche botta fortuita. La gomma ti proteggerà al meglio il viso. Se hai scelto poi di esordire in acque libere, opta per occhialini con una lente colorata o addirittura fotocromatica. Questo ti eviterà il fastidio di essere accecato dal sole che si riflette sulla superficie dell’acqua e magari di faticare a individuare in gara le boe direzionali.

Come dicevamo, della bici abbiamo parlato ampiamente in precedenza e lo stesso abbiamo fatto per il posizionamento in sella, in parte diverso da quello del ciclismo puro. Ma ribadiamo qualche concetto. Solitamente la posizione in sella è più avanzata e leggermente meno “comoda” di quella del ciclismo da gran fondo, per intenderci. Questo per due ordini di motivi, uno per questioni di aerodinamica, soprattutto quando si scelgono gare nelle quali la scia non è consentita, l’altro perché questo tipo di posizione preserva un pochino la muscolatura delle gambe in vista dell’ultima frazione di corsa.

Nel triathlon su distanza olimpica e sprint è possibile montare sul manubrio delle piccole protesi chiuse, che diventano poi dei veri e propri manubri aero, quando le distanze si allungano e la scia diventa vietata. Si tratta di un grande guadagno in aerodinamicità. Altro dettaglio importante, ma forse non fondamentale se non hai grosse ambizioni di classifica, sono le scarpette. Le scarpe da ciclismo ideate per il triathlon hanno, nella maggior parte dei casi, una chiusura a velcro con l’apertura della linguetta verso l’esterno. Questo consente nei cambi “al volo” di evitare che la linguetta finisca tra i raggi delle ruote, comportando il rischio di qualche rovinosa caduta.

L’abbigliamento che userai in gara è molto particolare. Nel triathlon si usano body appositamente studiati per poter nuotare, pedalare e correre, con cuciture poco in rilievo, un piccolo fondello, fit aderenti e materiali traspiranti. Anche al Body dedicheremo un capitolo a parte nelle prossime settimane. Se hai voglia di fare un piccolo investimento, le grandi case di produzione di GPS sportivi negli ultimi anni hanno lanciato dei prodotti multifunzione dedicati al triathlon. Queste apparecchiature contengono software molto sofisticati che ti consentono di monitorare i tuoi parametri nelle tre diverse discipline, cambiando modalità e fornendoti la rilevazione di dati molto importanti per te, sia in allenamento che in gara.

E’ l’ultima frazione ma non in ordine di importanza! In realtà per la corsa ti serve proprio poco, se non un paio di buone scarpe, magari allestite con stringhe elastiche, che non ti obblighino ad asole e fiocchetti quando sarai di corsa in zona cambio. Cerca una calzatura che sia adatta al tuo tipo di appoggio plantare e al tuo peso. Se ti rivolgerai a un negozio specializzato per il running, troverai di certo qualche addetto che saprà consigliarti al meglio. Il consiglio che mi sento di darti è quello di non optare per scarpe troppo minimali o leggere. A meno che tu corra su ritmi forsennati, una scarpa poco strutturata potrebbe proteggerti poco e portarti ad avere problemi articolari o muscolari fastidiosi. Se gareggerai in un periodo dell’anno piuttosto caldo, un cappellino potrebbe darti conforto. Arriverai alla frazione di corsa già parecchio accaldato e proteggere la testa potrebbe evitarti inconvenienti da colpi di calore o simili.

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