di Daniel Fontana - 19 agosto 2019

Si fa presto a dire in sella!

L’ottimizzazione avanzata della performance in bici non può prescindere dal miglior bike fitting.

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Il bike fitting è la ricerca della perfetta simbiosi tra la bici e il ciclista, dal punto di vista della salute, della performance e del comfort. Pochi decenni fa il mercato della bicicletta non era ancora esploso e la componentistica disponibile (attacchi manubrio, selle, manubri, pedali, pedivelle ecc.) era limitata, per ciò era il ciclista a doversi adattare alla bici e ai componenti stessi.

Al giorno d’oggi possiamo scegliere tra un’infinità di marchi e di tecnologie, che ci permettono di adattare la bici alle caratteristiche ed alle necessità di chi pedala. Diversi materiali, forme, strategie costruttive, permettono di avere un mezzo che risponde perfettamente alle richieste della gara e alle caratteristiche di ciascuno di noi. Non solo, il bike fitting è diventato parte integrante della vita di un atleta. Diversi negozi offrono questo servizio direttamente al loro interno, partendo già dall’aiuto nella scelta del telaio più adatto per ciascuno. Tuttavia, per la mia esperienza, mi sento di dire che sia raccomandabile affidarsi a personale qualificato, in grado di capire come funziona il corpo umano e come possa quindi essere aiutato nello svolgere al meglio il proprio compito sportivo.

Proprio perché si tratta di una vera e propria scienza, preferisco che a parlarvi di questo tema sia Niklas Quetri di ASG Bike Sciance, che segue da alcuni anni me e molti altri atleti, professionisti e non.

"Molto spesso purtroppo mi accorgo di quante persone pongano poca attenzione al loro bike fitting, sia nella ricerca della posizione corretta, che nell’aggiornarla e mantenerla. Non è necessario essere dei campioni o pedalare per innumerevoli km per ottenere dei benefici da un bike fitting professionale. In ogni caso ci sarà un miglioramento del comfort, una riduzione della possibilità di infortuni e, di conseguenza, un miglioramento della performance. Nella scala di importanza degli obiettivi del bike fitting il comfort è al primo posto, non è possibile sostenere una posizione sconfortevole per quanto performante possa essere. La performance è una conseguenza della comodità, insieme all’aerodinamica che sta diventando un fattore sempre più importante nel ciclismo. Acquistare una bici è un grosso investimento, cosi come dedicarci del tempo per allenarsi, per rendere ulteriormente efficace questo investimento un bike fitting è un’ottima scelta, se svolto da personale esperto e qualificato. La regolazione (o sostituzione) dei vari componenti della bici non è l’unica cosa che rende efficace un bike fitting, anche l’identificare e correggere abitudini ed atteggiamenti sbagliati in bici è di fondamentale importanza. Chi pedala da molto tempo in un modo avrà necessità e tempistiche di ottimizzazione diverse da chi è nuovo della disciplina. Inoltre qualsiasi sia il livello dell’atleta otterrà dei benefici".

MIGLIORAMENTO DEL COMFORT E RIDUZIONE DEL RISCHIO DI INFORTUNI - Un bike fitting professionale prende in considerazione le tue caratteristiche biomeccaniche individuali e fa si che le tue articolazioni lavorino in un range neutro. Ciò si traduce in maggior comfort e minor rischio di infortuni causati dalla ripetizione di un gesto scorretto. Specialmente in posizione da crono/triathlon un bike fit adeguato ricerca lo scarico delle strutture come articolazioni e muscolatura a favore di un supporto osseo. Inoltre una posizione non confortevole può introdurre atteggiamenti di compensazione che portano poi alla comparsa di infortuni a lungo termine.

SICUREZZA - Si parla sempre più di sicurezza in bici, anche il ciclista può fare qualcosa per migliorarla. Un’adeguata distribuzione dei pesi e del carico sulla bici si traduce in maggior confidenza nel mezzo e guida sicura. Una posizione non confortevole costringe il ciclista a muoversi continuamente sulla bici/sella, togliendo attenzione alla strada e a ciò che succede intorno a lui.

MIGLIORAMENTO DELLA PERFORMANCE - Una posizione corretta è quella che consente alla muscolatura di lavorare nel suo range di movimento ottimale, in modo da massimizzare la potenza trasferita alla ruota posteriore per la propulsione. Le nostre articolazioni e i nostri muscoli hanno dei range di lavoro ottimali, all’interno dei quali sono in grado di performare al massimo. Un bike fitting professionale è in grado di ottimizzare il lavoro muscolare senza trascurare aerodinamica e comfort, eliminando problematiche come sovraccarichi articolari o formicolii alle mani e ai piedi. Inoltre la posizione ottimale è quella che è in grado di ridurre al minimo l’energia necessaria per svolgere compiti non direttamente correlati alla pedalata. Rilassare la muscolatura non deputata alla pedalata stessa fa si che il corpo spenda meno energia per mantenere la posizione in bici e fa si che possa utilizzarne di più per spingere sui pedali mentre, dal lato opposto, una “cattiva” posizione può causare inutili dispersioni o far si che la muscolatura lavori in modo non corretto, per ciò al di sotto delle sue potenzialità.

MIGLIORAMENTO DELLA TECNICA - Pedalare non è un gesto innato in noi, come potrebbe essere correre. Non è uno schema motorio di base. E’ qualcosa che si impara. Per ciò esiste una tecnica, che un buon bike fitter può insegnare e/o correggere. I neo-ciclisti avranno benefici da questo perché otterranno indicazioni concrete su come migliorare la tecnica di pedalata e su come questo influenzerà la loro prestazione, prevenendo l’acquisizione di cattive abitudini. I ciclisti più esperti invece capiranno come ottimizzare la pedalata e far fruttare al meglio i loro sforzi, correggendo eventualmente un gesto non appropriato. Esistono inoltre delle strumentazioni in grado di misurare il gesto anche in condizioni reali, su strada, eliminando l’errore che può essere causato dalla stima fatta dall’occhio umano.

Chi può darci il risultato migliore e come facciamo a capire a chi affidarci? Innanzitutto bisogna scegliere la metodologia di misurazione, ormai la quasi totalità dei fitter utilizza tecnologie in grado di analizzare gli angoli del corpo in movimento, essendo il ciclismo uno sport dinamico cosi va misurato. L’analisi poi può essere effettuata in 2 o 3D, inutile che dire la misurazione in 3D è quella più accurata.

Al giorno d’oggi poi esistono altre tecnologie che si sono aggiunte a questi strumenti, ovvero la possibilità di misurare la pressione sulla sella o l’attivazione muscolare senza essere invasivi.

Esistono diverse metodologie di lavoro, dal vecchio classico “filo a piombo” (statico) alle moderne tecnologie in 3D. Quale scegliere? Dipende dalla precisione che ci interessa e da quanto siamo interessati a preservare il nostro corpo. Il ciclismo è uno sport ciclico e dinamico, per ciò va “misurato” in dinamica, con strumentazione avanzata in grado di fornire dati molto precisi.

Quindi basta utilizzare la migliore tecnologia sul mercato per fare un buon lavoro? No, assolutamente no. La tecnologia è necessaria per consentirci di vedere ciò che l’occhio umano da solo non riesce a captare, ma le decisioni che devono essere prese devono venire dal fitter, unendo i dati rilevati, le conoscenze del corpo umano e delle sue caratteristiche, l’esperienza derivante da tutto il lavoro e la formazione svolti con atleti di tutti i livelli, i dati ottenuti dalla ricerca scientifica e dagli anni di lavoro sul campo.

Il fitter è la parte più importante in questo processo perché le decisioni devono essere prese considerando il quadro generale e non solo, ad esempio, l’estensione del ginocchio: “bike fitting is 50% science and 50% art”.

I tre pilastri fondamentali del bike fitting sono la sostenibilità della posizione, la capacità di esprimere potenza sui pedali e l’aerodinamica. A seconda degli obiettivi e dell’età agonistica di un ciclista uno prevarrà sull’altro, ma rimangono tutti collegati. Nella nostra decennale esperienza dobbiamo ancora trovare un atleta, professionista o amatore, che non abbia la possibilità di ottenere un miglioramento della sua posizione.

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