di Max Grassi - 10 dicembre 2018

L'azzurro campione di eSport: Daniele Paolucci

Romano, classe 1996, Daniele Paolucci è la stella dell’eSport italiano, campione europeo di FIFA 17 Ultimate Team Championship. Lo abbiamo intervistato.

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Daniele Paolucci, romano, classe 96, atleta di eSport.
La sua passione per il calcio inizia sui campi da gioco “reali” romani. Daniele dimostra fin da subito di avere stoffa con il pallone, tanto da approdare nelle giovanili della AS Roma, dove giocherà nel medesimo ruolo per tre anni fino al 2014. Il percorso che lo vedrà diventare un gamer professionista comincia con FIFA 15 con cui inizia a farsi conoscere con il nickname di ‘IcePrinsipe’.

Nel 2017 Daniele scrive la storia agli Europei del 2017 di Madrid, conquistando la Season 2 del FIFA 17 Ultimate Team Championship, battendo in finale il suo avversario Spencer “Huge Gorilla” Ealing con un risultato complessivo di 6-4. Per la prima volta nella storia del FUT Championship, un giocatore PS4 si laurea campione in una sfida cross-console con un avversario Xbox One. Il risultato porterà ‘IcePrinsipe’ a ottenere diversi primati a livello nazionale e internazionale: primo giocatore nel ranking FIFA italiano e fra i primi 5 in Europa. Nel 2018 Daniele viene selezionato come primo atleta eSport Red Bull italiano, un altro importante riconoscimento per il talentuoso pro gamer romano.

Ai Play Off Series del 2018, la sua avventura si ferma ai trentaduesimi di finale, dopo 5 vittorie e 2 sconfitte. La sua formazione ideale a Fifa Ultimate Team è il 4-2-3-1. In porta De Gea, a sinistra in difesa Bale, con Ferdinand e Desailly in mezzo e a destra Vrsaljko. In mediana Kanté e Vieira. Davanti un quartetto da sogno: Ronaldo, CR7, Henry e Neymar. Oggi Daniele vive nella zona ovest di Roma e lavora in aeroporto. Dedica agli allenamenti di FIFA non più di due ore al giorno. Attualmente milita nel team eSport italiano degli Mkers.
Che cosa significa per te essere il primo atleta eSport a far parte del Team Red Bull?
È già stato incredibile aver vinto i Campionati Europei di FIFA 17 . La richiesta di Red Bull ha reso tutto ancora più unico: considerando che sono il primo e unico atleta di eSport nel loro team, ne sono molto orgoglioso.

Quando hai iniziato a pensare di diventare un gamer professionista?
Ho iniziato a giocare fino da piccolo ai video game un po’ come fanno tutti ma poi ho conosciuto online un giocatore che mi ha invitato a conoscere il mondo del gaming competitivo. Ho iniziato così a partecipare ad alcuni tornei offline organizzati a Roma, la mia città: devo ammettere che fin da subito me la cavavo piuttosto bene e sono andato avanti un po’ inconsapevolmente fino alla competizione europea e per me è sempre stato un hobby, non ho mai giocato per arrivare ad essere un campione, lo facevo per puro divertimento.

Quanto ti alleni quotidianamente?
Io sono un gamer di FIFA, non partecipo a competizioni con altri giochi e in realtà un paio di ore al giorno alla console sono più che sufficienti. Di solito al mattino curo i miei social, soprattutto tutorial su YouTube per spiegare le tecniche di gioco, mentre nel pomeriggio mi alleno in palestra con workout completi. Non ho un workout particolare ma cerco di allenare tutto il mio fisico per restare in forma. Quindi dedico al gioco solo un paio di ore alla sera, spesso insieme a un mental coach che mi aiuta a capire gli errori e come migliorare.

Ti diverti ancora o è lavoro?
Effettivamente questo rischio esiste. Ora che sono un gamer professionista ammetto che siano cambiate parecchie cose però quando gioco ho sempre lo stesso entusiasmo. Prima giocavo molto più spesso con gli amici per puro divertimento ora invece ho ridotto il gioco alle sole ore di allenamento.

Che rapporto hai con il calcio “vero”?
Ho giocato nelle giovanili della Roma ma poi in seguito ad alcuni infortuni ho dovuto abbandonare. Però me la cavavo bene.

Quanto conta la mente negli eSport?
È importantissima, direi che il 90% di un successo è dovuto proprio alla preparazione mentale. Sono molto pacato e tranquillo quando gioco, mi concentro per capire il gioco del mio avversario e con il mental coach che mi segue provo proprio a fare questo. Ormai conosco molto bene i miei avversari perché sono due anni che gioco ad alti livelli e abbiamo imparato a conoscerci a vicenda. Per restare concentrato in fase di gioco invece indosso le cuffie e cerco di isolarmi il più possibile da quello che ho intorno, mi piace ascoltare l’audio del gioco con i tifosi e il rumore della partita.
Se non fossi stato un pro-gamer quale lavoro avresti scelto?
Sono sempre stato un appassionato di sport, probabilmente sarei diventato un insegnante di educazione fisica.

Quali altri sport pratichi?
Da quattro anni pratico kick boxing e mi rendo conto che un buon allenamento mi aiuta anche a migliorare le prestazioni di gamer. Un torneo può durare anche 10 ore e se hai un fisico pesante anche il tuo gioco ne risente.

A quali altri game ti dedichi?
Ultimamente mi diverto molto a giocare a Fortnite soprattutto con gli amici.

Per le prossime competizioni di FIFA 19 chi temi maggiormente?
I tedeschi sono molto forti e in un torneo riescono a classificarsi in tanti nelle fasi finali anche se poi non vincono molti tornei. Mentre nel 2017 ero l’unico italiano, quest’anno ci siamo classificati in 6 e ho buone speranze per il futuro che si prospetta di grande crescita.

Esiste un limite di età nel pro-gaming?
Non esiste un vero e proprio limite di età ma non credo si vada oltre i 35 anni perché poi diventa complicato in termini di riflessi di gioco perché i ritmi sono molto elevati.
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