di Rosario Palazzolo - 03 gennaio 2020

Via libera ai monopattini in tutta Italia. Sarà rivoluzione?

Dal 2 gennaio 2020 è in vigore la legge che equipara i monopattini alle biciclette, liberalizzandone l'uso in ogni città. Ci sono regole e consigli da rispettare. Ne parliamo con Stefania Vercesi, Head of marketing di Athena, brand che in Italia distribuisce Segway.

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Il 2020 porta subito una grande novità per la cosiddetta “mobilità dolce”, ossia quella che privilegia mezzi di trasporto più flessibili e meno inquinanti. Dal 2 gennaio i monopattini sono legali in tutte le città d'Italia. È stata infatti pubblicata in Gazzetta Ufficiale la norma che equipara questi dispositivi alle biciclette, risolvendo quello che era un “buco” del Codice della Strada che non li prevedeva assolutamente.

Dunque niente più sperimentazioni e complicati protocolli. D'ora in avanti questi mezzi potranno essere guidati ovunque, anche se con qualche prescrizione: sono ammessi solo sulle piste ciclabili e nelle zone nelle quali la velocità è ridotta a 30 km/h (quindi sono vietate le strade più comuni da 50 km/h e i marciapiedi); è consentito il parcheggio solo negli spazi per biciclette e moto (limitazione molto teorica, visto che i dispositivi non dispongono di targa); possono avere una potenza massima di 500w e possono raggiungere una velocità massima di 20 km/h; in ultimo, non serve patente o assicurazione, e nemmeno il casco, anche se le ultime due sono molto consigliabili sia per i danni che si possono fare a se stessi che agli altri.

La nuova norma non disciplina gli hoverboard e i monoruota (per i quali valgono ancora le regole del decreto Toninelli che li rende utilizzabili solo nell'ambito delle sperimentazioni varate dai singoli comuni).

L'uso dei monopattini, la loro utilità e le caratteristiche tecniche saranno sicuramente argomento di discussione nei prossimi mesi, visto che si candidano a diventare uno dei mezzi di trasporto urbano alternativo più flessibili ed economici.

Ne abbiamo parlato con Stefania Vercesi, Head of marketing di Athena, il brand che in Italia distribuisce un prodotto premium come Segway.

Si parla tanto di micro mobilità e anche in Italia i nuovi strumenti stanno diventando di uso comune. Siamo dinanzi a una moda oppure a un cambio epocale nelle metodologie di spostamento?

Più che cambio epocale, che sottintende una rotta diversa dalla precedente, la definirei “integrazione epocale”. La micro mobilità nasce per coprire in maniera più veloce, agile e sostenibile le corte distanze, dove mezzi pubblici e altre tipologie di veicoli non possono arrivare e per questa ragione troverà sempre più affermazione nel quotidiano.

Crede più nello sharing di questi strumenti oppure nella possibilità che i normali pendolari ne acquistino uno personale?

Le due forme di mobilità non sono antitetiche, anzi, viaggeranno su due binari paralleli. Lo sharing sarà sfruttato soprattutto a fini turistici e/o di chi avrà bisogno di spostarsi in una determinata città per qualche ora o giorno, mentre siamo convinti che l’acquisto sarà la scelta per i cosiddetti “daily commuters”, ossia i cittadini con tratte di percorrenza giornaliera stabili.

Quale pensa sarà il target più importante di utilizzatori dei “monopattini elettrici” di nuova generazione?

La facilità d’uso dei monopattini allarga molto il target di utilizzatori potenziali, ma in generale ci si aspetta che siano daily commuters, ossia chiunque debba coprire brevi spostamenti quotidiani per andare all’università o al lavoro.

Crede che potranno diventare degli strumenti anche di lavoro per chi trasporta piccoli carichi?

Esistono già mezzi elettrici predisposti per il trasporto di carichi, ma ritengo sia difficile. Un monopattino, per sua conformazione, non agevola il trasporto di carrelli e pesi che possano sbilanciare il guidatore.

Quali sono i principali vantaggi nell'uso di monopattini per spostarsi in città?

I vantaggi sono molteplici: eliminazione dell’inquinamento, assenza di consumi, possibilità di raggiungere zone chiuse al traffico e risparmio di tempo nella ricerca di parcheggi nelle zone centrali, ormai sempre più congestionate.


L'Italia purtroppo non è ancora strutturata per la mobilità dolce. Sono poche le piste ciclabili, quasi inesistenti le aree 30km e le ZTL. Pensa che ciò rappresenterà un limite alla diffusione dei nuovi strumenti?

Conosciamo la situazione italiana, ma in ogni nuovo processo rivoluzionario è positivo avanzare per step intermedi. Prima di tutto è un traguardo importante aver una norma e non dimentichiamo che altre nazioni più libere stanno valutando passi indietro, limitando le possibilità di circolazione dei mezzi.

Milano sembra pronta a questa sfida. Ma le altre città italiane a che punto sono?

Dopo un’estate a rilento, i comuni interessanti si stanno adoperando per dare il via libera alla circolazione e lo scenario si sta rivelando molto promettente. Una mappa interattiva, permette di vedere i comuni aderenti e quelli che ci stanno lavorando.

Molti ritengono che la diffusione dei monopattini elettrici si traduca in un aumento dell'incidentalità. Cosa pensa della sicurezza di questi strumenti?

Sono sicuri tanto quanto le biciclette, che sono in uso da sempre. C’è da considerare che, come per ogni nuovo prodotto o trend, l’aumento dell’incidentalità può essere dovuto a una fase di apprendimento nei primi mesi oppure a quei guidatori che non rispettassero le norme di circolazione. I monopattini elettrici di nuova generazione sono dotati di impianti frenanti, ruote in gomma e talvolta di ammortizzatori, quindi l’aumento degli incidenti non può essere attribuito a lacune tecniche dei mezzi.

Quali sono le principali insidie che si possono incontrare su strada?

Ovvio che in questa prima fase possono influire la mancanza di segnaletica dedicata e che chi conduce altri veicoli si debba “abituare” alla presenza di questi nuovi mezzi. Per il resto, chi guida monopattini elettrici o altri mezzi similari può incappare negli stessi rischi di chi si sposta in bicicletta.

I ragazzi sono sempre i più attenti alle novità tecnologiche. Ciò può rappresentare un rischio ulteriore?

Non è un rischio, ma un’opportunità ed è uno dei fattori che sta fortunatamente accelerando vertiginosamente la crescita di questo giusto nuovo passo avanti nella mobilità elettrica e sostenibile.

Parliamo di tecnologia. Quali saranno le più importanti innovazioni che vedremo nei prossimi anni in questo settore?

Difficile a dirsi, perché la categoria evolve e cresce a ritmi molto maggiori rispetto ad altre categorie merceologiche standard. Quanto possiamo immaginare sono aumenti delle percorrenze, integrazione di servizi aggiuntivi quali navigazione, aumento della leggerezza e trasportabilità.


Molti lamentano che l'autonomia dei monopattini è piuttosto ridotta per gli spostamenti quotidiani. Cosa si sta facendo in merito?

In un mercato in rapida ascesa, la maggior parte dei monopattini elettrici attualmente in commercio offre chilometraggio limitato e una singola carica di durata della batteria. Proprio per questo Segway ha recentemente presentato a IFA MAX G30, un nuovo monopattino con capacità della batteria di 551 Wh e autonomia record di 65 km, il valore attualmente più elevato fra i monopattini elettrici presenti sul mercato, oltre ad essere dotato di un caricatore A/C a ricarica rapida, per la massima praticità.

Per incrementare l’autonomia degli altri modelli - ES1 ed ES2 - sono disponibili delle batterie esterne supplementari, che portano l’autonomia di questi mezzi da 25 a 45 km.

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