di Gabriele Riva - 26 agosto 2019

Verso #RunWithMe: 7 buoni motivi per correre prima dell’alba

La Halloween Half Marathon di Miami Beach (26 ottobre) scatta alle 6.30 del mattino. E così noi abbiamo cominciato a prepararci correndo nelle primissime ore della giornata. Ecco perché è un'ottima scelta. Che anche gli esperti consigliano.

Un allenamento con Gelindo Bordin al centro (in completo blu).

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Sveglia alle 5.30. Tre minuti per ricordare il tuo nome di battesimo, piedi giù dal letto (è agosto, l’effetto lago alpino del pavimento ancora viene risparmiato...); due spigolate tra comodino e base del letto proprio negli stinchi. A quel punto sei sveglio per davvero e puoi andare a tentoni, nella penombra, alla ricerca dell’outfit. Altri 5 minuti per vestirti (più 30 secondi di recupero per girare la maglietta che hai immancabilmente indossato al contrario) e poi le prime azioni da essere cosciente. Ti versi e tracanni un bicchiere d’acqua, t’allacci le scarpe e giù per le scale (la colazione, come vedremo, al rientro). Nel momento in cui le suole toccano l’asfalto dovresti avere le cuffie nelle orecchie, bluetooth attivo, musica in play (un bel rock che riattivi tutti i neuroni) e le idee chiare sulla sessione che stai per affrontare. “Oggi lungo”, “Stavolta ripetute” e via dicendo.

Nel mondo delle polarizzazioni, in cui tutto si contrappone senza mezze misure, al runner toccano delle scelte. Ancor più se è immerso nella preparazione per #RunWithMe, l’iniziativa targata Diadora che della contrapposizione ha fatto fin dalla nascita la sua cifra ontologica. Atletici da una parte, pigroni dall’altra: i primi hanno sfidato gli altri con la tentazione di ‘provarci’ e con l’incentivo di volare a Miami Beach per la Halloween Half Marathon del 26 ottobre.

Tra le varie possibilità di chi segue una tabella d’uscite settimanali, dunque, in quanto a orario c’è da scegliere tra presto e tardi. Una delle opzioni è... presto. Un’altra ancora è ‘presto presto’. Alle sei-zero-zero, come dicono i Marines nei film hollywoodiani, correre è un’esperienza a sé. E poi torna utile se già sai, programma alla mano, che con i tuoi compagni d’avventura di Diadora-vestisti, a Miami, lo start della ‘mezza’ a bordo oceano lo dovrai affrontare alle 6.30 AM.

Meglio provare, con anticipo, a capire come reagisce il metabolismo. E, nel caso, educarlo. Detto, fatto: così i giorni d’agosto d’incanto hanno preso a iniziare (e anche a finire) prima, portandoti a danzare su quadranti dell’orologio che non avresti pensato mai. Perché, che ci crediate o no, le ‘cinque-e-mezza’ esistono anche al mattino: facendo la loro conoscenza si capisce che ci sono molti buoni motivi per scegliere di flaggare quell’opzione lì: correre ‘presto presto’.

Colleghi che ti chiedono un’opinione, magari inutile; clienti, fornitori o capi vari che si ritrovano con l’urgenza improrogabile di sentirti; amiche e amici che scelgono il tuo terzo chilometro - quello di salita - per chiederti se sabato a cena ci sei anche tu.

All’alba ve li potete scordare tutti: correre, se lo si fa in solitaria, diventa un’esperienza introspettiva: tu, l’asfalto, al limite la musica, il rumore cadenzato delle tue suole. Nemmeno le notifiche di whatsapp interrompono idillio e magia. Se proprio avete newsletter pubblicitarie in entrata con fusi orari improbabili, settate la modalità ‘non disturbare’ fino alle 7.00. Tanto il mondo, prima di allora, si rigira ancora tra le lenzuola.

Agosto picchia sulla testa dei runner con le sue incudini di afa e solleone. Ma se voi ‘attaccate’ la strada prima che questi facciano capolino, li fregate alla grande. Il caldo c’è e si sente lo stesso, ma anche in quella che è stata l’estate più calda di sempre - per una volta non solo per i tiggì sensazionalistici - un brivido di frescura prima delle sette si fa sempre in tempo a sentirlo. E fa bene, specie se capita di andare in difficoltà. D’inverno, chiaramente, quello che adesso è un pro, si trasforma in un contro: umidità, brina, nebbia e gelo diventano i peggiori nemici del runner. Non solo nel morale, pure nel fisico. Meglio lasciar perdere.

Gli autorevoli esperti di Runner’s World lo scrivono spesso: inserire nel proprio piano d’allenamento delle sedute a digiuno non solo non è controproducente, fa proprio bene. Ci vengono in soccorso le parole del dottor Rodolfo Tavana, medico dello sport, coordinatore scientifico proprio di RW ed esperto di allenamenti all’alba. “Come faccio a correre se prima non mangio? È una preoccupazione infondata, perché l’organismo ha sempre a disposizione una buona scorta di glicogeno, sia nei muscoli sia nel fegato - spiega -. Queste riserve, che di solito vanno dai 700 grammi a un kg e 300 grammi, sono più che sufficienti a supportare un esercizio fisico che può durare dai 60 ai 90 minuti. E la corsa non fa eccezione”.

Sempre Tavana spiega che "Correre al mattino presto dà una scossa al metabolismo, che subito si innalza e resta elevato per tutto il resto della giornata. Il vantaggio quindi non sta tanto nelle calorie bruciate durante l’allenamento ma in quelle che si consumano nelle ore successive”. Però attenzione che poi, al rientro, una buona colazione è d’obbligo.

Meno macchine, meno camion, meno moto, meno biciclette, meno pedoni, meno cani in passeggiata, meno tutto. Non può che essere un bene, ma attenzione a non farla diventare un’arma a doppio taglio: non pensate mai che perché è ‘troppo presto’ in strada non ci sia nessuno. La prudenza è alleata del runner: tenerla alta come fosse sempre l’ora di punta è il primo comandamento.

Le parole del dottor Tavana tornano ancora utili: “L’incremento metabolico dato da una sessione di corsa scatta anche se ci si allena alla sera. Per questo motivo correre a fine giornata può togliere il sonno”.

Dal basso del nostro empirismo avremmo spiegato il fenomeno del miglioramento del sonno, tangibilissimo fin dalle prime sessioni mattiniere, semplicemente attraverso la rozza equazione ‘sveglia presto = stanchezza serale anticipata’.

È confortante sapere che la scienza anche in questo caso è dalla nostra. Un altro bel ‘pro’ dunque, a meno che non siate in ritardo con la vostra serie tv preferita: le puntate si accumuleranno una via l’altra e dovrete schivare gli spoiler del giorno dopo come Keanu Reeves in Matrix.

Sono noti, ormai, gli effetti dell’attività fisica sull’umore dell’essere umano. Lo sport è un anti-depressivo senza controindicazioni, correre prima di cominciare una giornata di lavoro, di impegni assillanti o - semplicemente - di vita, vi farà stare meglio. Sì, perché l’esercizio - tra le tante altre cose - aumenta i livelli di calcio nel sangue, che a sua volta aumenta la produzione di dopamina nel cervello. La dopamina è un neurotrasmettitore endogeno della famiglia delle catecolammine che volgarmente ribattezzano ‘l’ormone del piacere e della ricompensa’, in grado semplicisticamente di farci sentire euforici e appagati. Non un brutto modo per iniziare la giornata.

Lo dice, ancora una volta, la scienza. E l’esperienza lo conferma.

Lasciamo la tecnicità e il raziocinio per entrare nel campo delle sensazioni. Se avete la fortuna di correre “with a view”, come direbbero gli inglesi (cioè con una bella vista panoramica da ammirare), la sensazione di riappacificazione col creato è impagabile. Vedrete il sole un gradino più in alto a ogni chilometro, la luce cambiare tonalità al paesaggio a ogni ripetuta. Provare per credere. In fondo basta solo puntare la sveglia alle cinque e mezza.

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