di Tom Ward - 15 novembre 2019

Tutto il buono dei probiotici

L’industria dei “batteri buoni” varrà 41 miliardi di euro entro il 2022. Ma i probiotici funzionano davvero? Osserviamoli al microscopio per capire se sono davvero una panacea per tutti i mali.

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L’idea che il benessere generale parta dall’intestino prende sempre più piede. Se salvaguardi i batteri buoni starai meglio nel corpo e nella mente. Ma per farlo non riempirti di yogurt. La cosa migliore è assumere i probiotici in una capsula resistente agli acidi in modo da farli passare indisturbati nello stomaco e farli arrivare interi all’intestino. Per ottenerne i massimi benefici assumili mezz’ora prima di colazione.

Gli effetti della prima dose di probiotici possono variare da qualche movimento intestinale alla diarrea. Ma non c’è da preoccuparsi: la crescita eccessiva dei lieviti (succede quando mangi troppi zuccheri o carboidrati raffinati) scatena un conflitto con i batteri buoni dei probiotici. Il risultato è un bioma ripopolato dai vincitori e un aumento dell’energia.

Sfortunatamente gli effetti positivi di questi supplementi sono temporanei e durano solo finché assumi i probiotici. Se vuoi risultati a lungo termine aumenta la quantità di probiotici, che nutrono i batteri buoni e permettono loro di crescere naturalmente, così in futuro li produrrai grazie alla tua dieta e non sarai più legato agli integratori. Le fonti migliori di probiotici sono i cibi ricchi di fibre compresi gli asparagi, il cavolo e lo scalogno.

Che sia tramite integratori o tramite probiotici naturali, se migliori il tuo bioma aiuti tutto il corpo. Una comparativa di 15 studi ha scoperto che integrando la propria dieta con il lactobacillus e i bifidobatteri per un mese si dà una bella mano alla salute mentale. Gli studi che sostengono un collegamento tra intestino e cervello hanno dimostrato che i probiotici sollecitano le funzioni del sistema nervoso centrale, aiutando ad alleviare i sintomi di ansia e di depressione e migliorando anche la memoria.

I probiotici aiutano anche a perdere peso (per esempio limitando l’assorbimento nell’intestino dei grassi derivati dai prodotti caseari). Uno studio* ha scoperto che chi assume il lactobacillus rhamnosus per 3 mesi perde quasi il, 50% di grasso in più di chi a parità di dieta ed esercizio non lo assume. Un altro studio sufferisce che dosi anche minime di lactobacillus gasseri prese per 12 settimane possono ridurre dell’8,5% il grasso viscerale.

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