Un giorno di allenamento con De Rose

Il campione italiano svela il luogo dove nascono le magie degli atleti della Red Bull Cliff Diving World Series. E no, non è la piscina.
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  • 1/10 Credits Dean Treml/Red Bull Content Pool

    Alessandro De Rose è l’unico italiano in gara nella Red Bull Cliff Diving World Series. Infaticabile in palestra, puntiglioso in vasca per curare ogni minimo particolare dei tuffi da portare in gara e avere il perfetto controllo di ogni singolo movimento, ripetendolo all’infinito fino a quando il corpo non lo ha memorizzato al punto che la mente non serve più. La mente è libera, controlla le emozioni, vince ogni residuo di paura: pronta a godersi l’ebrezza che si rinnova ad ogni tuffo, appena i piedi staccano dalla piattaforma e il corpo spicca il volo. Una caduta libera a 85 km/h di appena 3 secondi, ma che emoziona per sempre.
    Ma come si conquista quella piattaforma posta a 27 metri di altezza? Prima del training in acqua, una lunga e fondamentale fase della preparazione dei diver avviene in palestra ed è qui che nasce il tuffo. La fase aerobica di training fisico ed acrobatico costituisce, infatti, la parte più importante dell’allenamento: prendendo spunto dalla routine di preparazione di ginnasti e acrobati, gli atleti sviluppano flessibilità, verticalità ed eleganza del gesto atletico. In particolare, il barani, ovvero la posizione di raccoglimento a gambe e braccia tese con cui i diver chiudono il tuffo per fendere come lame affilate la superficie dell’acqua, è la stessa adottata dagli atleti dei trampolini elastici e delle varie discipline della ginnastica artistica.
    Dopo la fase di riscaldamento, si entra in acqua. In piscina gli atleti esercitano separatamente le tre parti che compongono il tuffo: stacco dalla piattaforma, esecuzione in aria e entrata in acqua. “In gara uniamo le tre fasi del tuffo – spiega Alessandro – Bisogna provare e riprovare, fino a quando il corpo non memorizza perfettamente ogni movimento, in modo che in gara l’esecuzione sia meccanica e la mente sgombra. Se controlli il tuffo da 10 metri, lo fai anche da 27: a quel punto è solo questione di testa”.

    Diver & tricker: un incontro speciale

    Alessandro De Rose, in vista della World Series 2018, stagione che prenderà il via sabato 2 giugno dal Texas e in cui debutterà come atleta titolare dopo 5 edizioni da wildcard, ha perfezionato questa tecnica allenandosi con l’atleta americano Red Bull Bailey Payne, campione di tricking, disciplina acrobatica nata nella cultura underground anni Novanta, nonché vincitore della Red Bull Throwdown. I due atleti si sono scambiati i “trucchi del mestiere”: Bailey, un passato da trampolinista prima di diventare un esperto di tricking, ha dato preziosi suggerimenti ad Ale per migliorare avvitamenti e velocità di esecuzione, mentre Ale lo ha incoraggiato a compiere 4 salti mortali in avanti e indietro.

    Una vita da atleta

    La giornata di Alessandro de Rose, oggi high diver professionista, è scandita dagli allenamenti, 3 ore la mattina (in palestra) e 3 ore il pomeriggio (in piscina), sotto la guida esperta di due preparatori atletici.
    Al Centro di Preparazione Olimpica Acqua Acetosa Giulio Onesti dove si allena adesso, Alessandro ha anche trovato il suo nuovo mentore: Oscar Bertone, Tecnico Federale responsabile della Nazionale di tuffi giovanile: “Alessandro sta lavorando duro, soprattutto per migliorare i suoi punti deboli: flessibilità, abilità acrobatiche, pulizia e grazia del gesto atletico. Fisicamente è molto forte, un vero toro, ma ha bisogno di diventare più duttile e agile. Migliorando questi aspetti sono certo che riuscirà ad avere performance costanti di ottimo livello in allenamento come in gara”.

    La dieta

    Come per tutti gli sportivi di alto livello, anche per i cliff diver professionisti l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale nella preparazione: “Qui all’Acqua Acetosa sono seguito da un nutrizionista che mi tiene in riga: limito i carboidrati e comunque scelgo quelli integrali. Poi tanta verdura, proteine e frutta. A cena preferisco la carne, soprattutto bianca. Bevo molta acqua e uso energy drink per fare il pieno di energie e per il recupero psico-fisico al termine della gara o dell’allenamento.”

    Con tutto il lavoro fatto e con la sua grande determinazione, Alessandro è pronto a volare nella nuova entusiasmante stagione della Red Bull Cliff Diving World Series 2018!

    © RIPRODUZIONE RISERVATA
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