The Ocean Race: al via la più impegnativa regata oceanica in equipaggio

Parte da Alicante, in Spagna, la regata in equipaggio più dura al mondo, The Ocean Race: i migliori velisti dovranno affrontare circa 6 mesi di navigazione attraverso 4 oceani fino all'approdo finale a Genova

credit: courtesy of The Ocean Race

Dalle tiepide coste della Costa Blanca domenica 15 gennaio inizia The Ocean Race, la competizione nautica in equipaggio più dura al mondo che quest’anno celebra il suo 50° anniversario.

11 imbarcazioni suddivise in 2 categorie, le più classiche VO65 e le più agili e leggere Imoca VO60, si schierano sulla linea di partenza nel porto di Alicante per dare il via alla regata che attraverserà i 4 oceani fino al Grand Finale di Genova previsto a fine giugno.

A rendere ancora più unica questa 14° edizione non solo la novità delle barche Imoca VO60 progettate per navigare con al massimo 2 persone a bordo e che qui conteranno invece 6 persone, ma anche la tappa più lunga della sua storia. 12.750 miglia da Città del Capo, in Sudafrica, a Itajaì, in Brasile con una durata stimata di navigazione continua in pieno Oceano Meridionale di 30 giorni. Una sfida nella sfida.

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LE TAPPE DI THE OCEAN RACE: IL GIRO DEL MONDO DA ALICANTE A GENOVA PASSANDO PER SUDAFRICA E BRASILE

La prima tappa, partita appunto domenica 15 gennaio da Alicante, è uno “sprint” di 1.900 miglia fino a Capo Verde e accomuna entrambe le categorie: le più grandi e robuste VO65 - lunghe 20 metri, con alberi di 30 metri di altezza e un equipaggio di 10 persone - e le più maneggevoli e veloci Imoca VO60, che per la prima volta partecipano alla competizione con 6 persone a bordo e uno scafo di 18,3 metri. Queste barche hanno il vantaggio di poter aumentare la loro velocità grazie all'elevata tecnologia di bordo tra cui i foil subacquei retrattili capaci di sollevare parzialmente la barca dall’acqua.

La seconda tappa riguarda solo la flotta delle cinque Imoca VO60, chiamate ad attraversare l'equatore prua a sud fino a Città del Capo. In questa occasione le barche potranno uscire dall'acqua per effettuare manutenzione, mentre diversamente sarà l'equipaggio di bordo a dover sistemare eventuali problematiche in completa autonomia utilizzando solo i materiali caricati a bordo al momento della partenza.

La successiva è una vera tappa da record, la più lunga nei 50 anni di storia della regata: 12.750 miglia nautiche nelle insidiose acque dell'Oceano Meridionale e circa 30 giorni di navigazione per arrivare da Città del Capo in Sudafrica a Itajaì in Brasile. Lasciando l'Antartide a destra, le flotte dovranno passare tutti e tre i grandi capi meridionali - Buona Speranza, Capo Leeuwin e Capo Horn non-stop, per la prima volta nella storia.

Benjamin Dutreux, co-skipper di Guyot Environnement - Team Europe, una delle cinque barche impegnate in The Ocean Race, vanta una grande esperienza offshore avendo partecipato alla più recente edizione delle iconiche Vendée Globe e Route du Rhum in solitaria, e ci racconta l'incognita di questa tappa, per lui e il suo equipaggio una delle sfide più avvincenti: "è la prima volta che questo tipo di barca affronta una tappa così lunga. Sarà interessante scoprire come si comporteranno lungo questo tratto". Per Benjamin questa non sarà però l'unica prova da superare. Lo skipper francese ammette di non aver mai trascorso così tanto tempo con un equipaggio: "Quando si naviga in solitaria, può esserci la difficoltà di dover gestire la barca da soli ma è una cosa a cui ci si abitua. Diverso per me sarà farlo con un equipaggio e su una barca così piccola, sebbene ognuno di noi ha un compito preciso da eseguire".

Lo stop in Brasile sarà il più lungo per gli avventurieri di The Ocean Race che dovranno recuperare provviste, materiali ed energie per affrontare la quarta tappa in direzione nord, attraversando le depressioni e l'equatore per giungere a Newport nel Rhode Island, sulla costa orientale degli Stati Uniti.

Da lì, la regata tornerà verso l’Europa, con una tappa transatlantica fino ad Aarhus in Danimarca. Qui competeranno anche le 6 flotte VO65 da Aarhus a The Hauge nei Paesi Bassi per poi tornare in mare aperto per l'ultima tappa prevista a fine giugno verso il Gran Finale di Genova. Un altro momento storico per The Ocean Race dato che l'arrivo sarà per la prima volta nel Mediterraneo, in Italia.

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Il co-skipper Robert Stanjek è chiamato a guidare, insieme allo skipper Benjamin Dutreux, il Team Europe della Imoca VO60 GUYOT Environment durante The Ocean Race 2023 (credit: Getty Images)

IL MIGLIORE EQUIPAGGIAMENTO PER GLI AVVENTURIERI DI THE OCEAN RACE

Una regata come The Ocean Race che arriva a toccare le acque più remote e ostili del Pianeta, non può esistere senza garantire alla flotta il giusto equipaggiamento. Abbigliamento protettivo, intimo tecnico, sportswear e calzature devono essere, oltre che impermeabili anche traspiranti, resistenti e inevitabilmente comodi da poter essere indossati 24 ore su 24. Helly Hansen, marchio leader di abbigliamento tecnico per la vela è sponsor della competizione, fornitore ufficiale dell'abbigliamento tecnico, veste tre equipaggi nella classe VO65 ed è partner di GUYOT environment - Team Europe una delle imbarcazioni della classe oceanica dotata di foil Imoca 60 che per la prima volta affiancheranno i tradizionali Vo65 sulla linea di partenza.

D’altronde il marchio nasce nel 1877 proprio dall’esigenza del suo fondatore, il capitano norvegese Helly Juel Hansen, di proteggere al meglio i suoi compagni di nave dalle rigide temperature degli inverni nordici. A cominciare dalla prima giacca impermeabile flessibile, creata oltre 140 anni fa a cui è seguito negli anni ’60 il primo tessuto in pile e negli anni ’70 il primo intimo tecnico, realizzato in Lifa Stay Dry Technology fino l’attuale sistema di termoregolazione H2Flow, brevettato e vincitore di numerosi riconoscimenti.

Da allora le uniformi Helly Hansen sono utilizzate quotidianamente dai professionisti della vela, da atleti olimpici, team nazionali e organizzazioni velistiche in tutto il mondo. E fin dalla prima edizione di The Ocean Race, 50 anni fa, Helly Hansen ha sempre partecipato, vestendo equipaggi leggendari come i Berge Vikings del 1981, il primo team norvegese ad aver preso parte alla regata.

In questa edizione 2023 di The Ocean Race, Helly Hansen veste gli equipaggi con i prodotti della collezione oceanica Ægir, tra cui la nuova cerata Ægir Race Jacket 2.0 realizzata con il 50% di materiali riciclati. "In Helly Hansen facciamo in modo di tenerci sempre a stretto contatto con i nostri navigatori professionisti per essere certi che i nostri prodotti siano sempre all'altezza delle loro necessità", spiega Øyvind Vedvik, category managing director sailing di Helly Hansen. "La nostra nuova Ægir Race Jacket 2.0 è una importante evoluzione rispetto alla versione precedente, ottenuto grazie alla collaborazione con alcuni tra i migliori velisti oceanici al mondo, che ci ha consentito di realizzare una cerata che fosse prestazionale e sostenibile allo stesso tempo".

Anche nel corso di questa edizione i designer del brand norvegese riceveranno regolari feedback dai membri di GUYOT environnement - Team Europe che testeranno in regata nuovi dettagli funzionali per le future collezioni.

THE OCEAN RACE SI IMPEGNA A PROTEGGERE GLI OCEANI

Obiettivo principale della competizione è senza dubbio quello di vincere ma c'è un'altra ragione che spinge le 11 flotte protagoniste della The Ocean Race a navigare da un capo all'altro del mondo ed è quello di proteggere il mare. Chi meglio di coloro che ogni solcano gli oceani è in grado di comprenderne il precario stato di salute in cui versano? Per questo The Ocean Race ha deciso di proporre agli equipaggi e a tutto il loro team la sottoscrizione della Carta di Sostenibilità, un impegno che li vede protagonisti della competizione più importante, quella per salvare i nostri mari.

L'impegno della flotta è prevede azioni specifiche su quattro temi chiave:

- sensibilizzare sponsor, partner e fan a contribuire alla protezione dei mari;

- imbarcare attrezzature scientifiche per raccogliere dati vitali sugli oceani, aiutando gli scienziati a comprendere meglio i mari e l'impatto delle attività umane su di essi;

- contribuire ad amplificare i programmi educativi di The Ocean Race, che informano i giovani sulle minacce che incombono sui mari e li incoraggiano ad agire;

- disporre le imbarcazioni di energia rinnovabile, evitare qualsiasi tipo di plastica monouso e ridurre al minimo, misurare e bilanciare le emissioni inevitabili di gas a effetto serra.

"Pur essendo concorrenti in mare, la Carta di Sostenibilità li unisce in una visione comune per un pianeta blu sano", afferma Meegan Jones, consulente per la sostenibilità di The Ocean Race. "Non possiamo vincere la gara per l'oceano da soli, ma unendoci come flotta per proteggere i mari possiamo parlare come una sola persona, con una voce molto più potente".

COME PUOI SEGUIRE THE OCEAN RACE

Sarà possibile seguire le imbarcazioni Ddurante le regate in port e i diversi eventi organizzati dalla partenza in Alicante all’arrivo a Genova passando per le tappe di Capo Verde, Città del Capo, Itajaì, Newport, Aarus e The Hauge su Eurosport, Eurosport Player, sulla Piattaforma Discovery+ e sul canale YouTube di Eurosport e The Ocean Race.

Se sei curioso di monitorare l'andamento della gara e le posizioni delle singole barche, puoi farlo attraverso il tracker della regata su www.theoceanrace.com

Ogni equipaggio ha poi a bordo un On Board Reporter (OBR) accuratamente selezionato dagli skipper per le sue capacità di vita a bordo ma che non avrà alcuna mansione operativa legata alla navigazione. Il suo ruolo è raccontare e aggiornare i successi, le difficoltà e la vita a bordo sui canali social della propria flotta.

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