di Max Grassi - 19 aprile 2019

Velocità, che passione! I videogiochi di Hamilton &co.

I videogiochi di guida sono seguiti da tantissimi appassionati dell’alta velocità che, armati di volante e pedaliera, ogni anno cercano il prodotto che meglio degli altri riesce a restituire loro il brivido della pista. E li usano per allenarsi anche campioni del calibro di Lewis Hamilton. Vi presentiamo F1 2018, Wrc 7 e Gran Turismo Sport.
1/21 Una postazione di simulazione di guida professionale.

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Lewis Hamilton, 5 volte campione del mondo di Formula 1, alle prese con Gran Turismo Sport.
Uno dei miei attori preferiti, Robert De Niro, sostiene di amare la recitazione perché gli consente di vivere altre vite – esperienze sempre diverse e stimolanti - senza conseguenze. Ho pensato che la mia grande passione per i videogiochi ha un po’ la stessa matrice. Non disponendo del talento artistico dell’immenso protagonista di Taxi Driver, mi rifugio spesso e volentieri nei mondi immaginari del gaming, mondi dove al lunedì posso correre uno stage del campionato mondiale di rally e al giovedì prendere parte ad un gran premio di Formula 1. Simulazioni di altre vite possibili (più o meno) prima di tornare alla realtà di ogni giorno.

Sono un appassionato di guida ma, al di là di qualche sporadica esperienza in pista con una meravigliosa Alfa Romeo 4C, nella realtà mi vedo costretto a scorrazzare su di una comoda C4. Ecco allora che il mio interesse per i videogiochi torna prezioso grazie alle tante simulazioni disponibili. Il mercato dei giochi di guida, nel nostro Paese, è seguito da tanti appassionati dell’alta velocità che ogni anno cercano il prodotto che meglio degli altri riesce a restituire loro le sensazioni della pista. Certo, convincere anche i sostenitori del “la vera guida è solo quella per strada” è quasi impossibile ma chi ha deciso di appassionarsi a questi titoli ha certamente potuto simulare il brivido di sfrecciare a velocità impossibili sul Nürburgring ragalandosi così l’illusione di vivere quelle emozioni che solo pochi piloti al mondo possono provare (un po’ perché nella realtà di vita ce n’è una sola mentre nei videogame si può resuscitare dopo ogni impatto e un po’ perché in pochi possono permettersi il lusso di montare su una Lamborghini Aventador o una Ferrari F40).

Ecco dunque tre prodotti che – lontani dalla severità simulativa “dura e pura” di titoli tipo Assetto Corsa o Project Cars – negli ultimi mesi hanno saputo regalarmi emozioni e divertimento.
La copertina di F1 2018.
Chi come me è cresciuto nel mito di Geoff Crammond e della sua serie Grand Prix, sa quante soddisfazioni una buona simulazione del Circus di F1 può regalare. Fortunatamente, da quando gli inglesi di Codemasters hanno deciso di spingere forte con il loro franchise di F1, le cose per noi appassionati si sono messe decisamente bene.

L’ultima release della serie è un grande gioco. La modalità principe è ovviamente la carriera, dove potremo selezionare nome, nazionalità e aspetto fisico del nostro alter ego virtuale prima di decidere quale contratto accettare (se decideremo di scegliere subito una Ferrari o una Mercedes le prestazioni richieste dalla scuderia saranno logicamente molto elevate rispetto ad una Sauber) per cominciare la nostra avventura che avrà una durata di 10 anni.

Il weekend di gara è totalmente configurabile (così come il livello simulativo scalabile con un sistema di guida davvero soddisfacente) con tanto di prove libere e giornalisti con cui commentare i risultati in pista.
Fondamentale per le prestazioni della nostra monoposto è lo sviluppo tecnologico (R&D), motivo per cui dovremo dedicare una quantità di tempo adeguata, aiutati dai nostri ingegneri, per decidere gli step di crescita della monoposto durante la stagione.

Anche l’impatto visivo è di quelli da togliere il fiato – la grafica ha raggiunto livelli quasi televisivi – con circuiti perfettamente riprodotti (ci sono anche i nuovi Paul Ricard e Hockenheim), condizioni meteo variabili e auto praticamente identiche alla loro controparte reale.
Come nella realtà poi, la scelta dei pneumatici giusti sarà decisiva per le sorti della gara.

Anche gli effetti sonori sono molto buoni e, per gli amanti del glorioso passato, alle scuderie che hanno partecipato all’ultimo mondiale sono state aggiunte venti monoposto che hanno fatto la storia di questo sport come la Ferrari 312T di Niki Lauda, la Brawn Bgp-001 del 2009 o la Lotus 72D del 1972.

Ricco e partecipato il comparto online del titolo con campionati, classifiche e sfide per tutti i gusti con un matchmaking migliorato rispetto agli anni scorsi in modo da non dover affrontare avversari troppo deboli o troppo abili rispetto al nostro livello. Insomma, se siete appassionati di Formula 1 non c’è modo migliore per godervi il Circus iridato.

(Disponibile per PS4, XBOX ONE, PC e STEAM)
La copertina di WRC 7.
In attesa dell’arrivo di Dirt Rally 2.0, ci siamo divertiti con la nuova simulazione del campionato mondiale di rally (WRC sta proprio per World Rally Championship). Forte della licenza ufficiale, il gioco ha saputo appassionarci grazie ad una modalità carriera completa e appagante.

Si parte con un contratto di 2 anni in una squadra del campionato WRC Junior per poi crescere fino agli onori del circuito maggiore. L’esperienza di guida è configurabile secondo le nostre abilità e il gioco è quindi adatto ad un principiante con semplice pad alla mano così come a chi cerca una simulazione più spinta con tanto di volante o sedile da professionista.

Asfalto, ghiaia, sterrato e neve trasmettono un discreto realismo e il frame rate (la frequenza dei fotogrammi per secondo, in pratica l’aggiornamento dello schermo che restituisce l’effetto velocità) fisso a 30 FPS è decente ma non raggiunge gli auspicabili 60 delle produzioni maggiori.

Da non sottovalutare la libidine di correre i bellissimi stage (13 rally del FIA World Rally Championship e le 52 gare speciali) con le macchine e le livree ufficiali. Possiamo scegliere tra vetture di marchi prestigiosi come Hyundai, Toyota, Citroën e Ford perfettamente ricreate e ben 55 team ufficiali. Da rivedere invece la voce del navigatore che, come sa bene chi mastica questo sport, è fondamentale per regalare all’utente un feeling di guida al top.

Una volta esaurita l’esperienza in singolo, niente paura perché ci si può comunque tuffare nel multiplayer online con sfide aggiornate settimanalmente e ovviamente la possibilità di competere con i colleghi piloti virtuali di tutto il pianeta.

Un gioco che coinvolge e diverte, perfetto per chi si vuole avvicinare a questo sport senza le frustrazioni che un prodotto più simulativo inevitabilmente porta con sé. Se siete appassionati di rally: da provare!

(Disponibile per PS4, XBOX ONE e PC)
La copertina di Gran Turismo Sport.
Gran Turismo, nato nel 1997, è la serie presente in tutte le versioni della console Sony e ha venduto quasi 80 milioni di copie in tutto il mondo. Per questo settimo capitolo si è curiosamente persa la scansione numerica a favore del suffisso “sport” forse perché il gioco ha mutato radicalmente la sua anima e ora ha nella competizione online il suo focus.

Non a caso sono già nate importanti competizioni eSport come la GT Sport e-Cup by Mercedes Benz. Navigando nei menù del gioco sembra di trovarsi nella più grande e bella concessionaria di auto del mondo ma forse sarebbe più corretto definire il tutto come un museo, tanta è la cura con cui vengono presentate le vetture e la loro storia.

A differenza degli altri titoli, in GT Sport non esiste una carriera vera e propria, non c’è una trama legata al pilota, qui le varie gare servono a raccogliere crediti per progredire nell’esperienza e potersi permettere i bolidi più potenti o sbloccare nuove piste.
L’accademia di guida (dove i concetti insegnati possono tranquillamente valere anche per l’esperienza reale con ottimi tutorial video) sostituisce poi le tradizionali patenti ma è chiaro che il tutto serve a prepararci per essere competitivi online.

Ovviamente – a dispetto dell’antica dicitura “Real Driving Simulator” – non ci troviamo di fronte ad un modello di guida simulativo estremo, bensì ad un gioco accessibile per chiunque, e questo nonostante l’illustre testimonial del gioco: un certo Lewis Hamilton (alla guida nella foto sopra), non proprio uno qualunque.

Se l’aspetto estetico ha quasi dell’incredibile (per la cura riposta dai programmatori nel ricreare le auto), lo stesso non si può dire del sistema di danni e collisioni, che definire permissivo è poco.

Una caratteristica interessante è la compatibilità del gioco con Playstation VR (il visore di realtà virtuale sviluppato da Sony): affascinante. Importante dire che GT Sport viene aggiornato mensilmente ed è quindi in continua evoluzione. Per concludere, senza inseguire velleità simulative, il gioco si rivolge agli amanti delle quattro ruote e a quei giocatori che vogliono divertirsi. Centrando l’obiettivo.
(Disponibile per PS4)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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