a cura della Redazione - 25 giugno 2019

Sara Gama: difensore in campo, attaccante nella vita

E' il capitano della Nazionale di Calcio Femminile e della Juventus. Sara Gama gioca difensore centrale ma nella vita è una vera e propria attaccante. Laureata in Lingue e Letterature Straniere, è appassionata di arte e da sempre è impegnata per il riconoscimento dei diritti delle atlete. L'abbiamo incontrata.

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C’è un esercIzIo che ti pIace più degli altri e che ritieni il più adatto a te?

Quando sono in palestra ci tengo a lavorare sui flessori. Gli esercizi e il ponte alla fitball sono molto importanti, e quindi li faccio spesso. Sono i miei preferiti.

Ti alleni da sola o con le compagne?

Mi piace allenarmi con le mie compagne. Si nasce portati per lo sport individuale o per quello di squadra: nel mio caso mi piace condividere la fatica, le gioie e i dolori con le altre ragazze della squadra.

Come ti alleni per il calcio?

Devo curare la rapidità, quindi mi piace allenarmi in particolare sui cambi di direzione, per essere sempre reattiva quando gioco. Nel mio ruolo devi fare distanze brevi ma essere sempre scattante. Poi ovviamente l’agilità è importantissima per un difensore come me che gioca per anticipare l’avversario. Ecco perché faccio sempre gli esercizi con gli ostacoli da superare in slalom. Ovviamente senza trascurare la tecnica sul campo, dove faccio esercizi di possesso palla e tanto altro con le compagne, simulando le situazioni di gioco. Senza dimenticare che la tecnica individuale è un punto fondamentale.

Qual è stato l’ostacolo più grande della tua vita da calciatrice?

L’ostacolo più grande, come credo per tutti gli atleti, sono gli infortuni. Io ne ho avuti diversi importanti e quindi ho lavorato ogni giorno per superarli. Perché quello che ti porta, come dire, ad alzarti ogni giorno per fare la tua riabilitazione è il fatto di sapere che tornerai in campo con le tue compagne, a correre dietro a un pallone. In poche parole è la passione che ti fa recuperare ed è quello che mi ha riportato sempre sul campo.

Hai una tua sorta di routine sullo stretching e sul recupero?
Il recupero parte dal pre-allenamento, perché oggi si fa moltissimo stretching attivo che serve come prevenzione. Poi dopo l’allenamento si fa lo stretching dinamico. Io faccio sempre le pedane vibranti per poter scaricare, e i foam roller. Dopodiché il recupero è fatto dal riposo e soprattutto della reidratazione immediata, che anzi va fatta prima, durante e dopo l’allenamento. Io bevo tantissimo, acqua e integratori, e questa è una cosa fondamentale per tutti gli atleti.

Che tipo di persona è Sara Gama e come sei diventata una calciatrice?
Anche se in famiglia nessuno praticava il calcio, ho sempre giocato e a 7 anni ho iniziato a giocare con una squadra. Da quel momento non ho più smesso. Sono andata avanti nel mio percorso senza mai avere grandi modelli di riferimento: guardavo il calcio maschile perché il calcio femminile ancora non era diffuso e giocavo perché mi divertivo e perché era una passione, non per diventare famosa.

Non potevo immaginare che questa potesse essere una vera carriera. Mi divertivo e basta. Poi invece, siccome da cosa nasce cosa, il calcio mi ha portato sempre più lontano, fino a competere ai massimi livelli. Continua...

L'intervista completa è stata pubblicata su Men's Health - Giugno 2019

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