a cura della Redazione - 12 marzo 2019

Sara Galimberti, Miss Running

Ha praticato sport sin da giovanissima. Nel 2009 ha partecipato alle finali di Miss Italia, ma quando si è trovata a scegliere tra la carriera da fotomodella e quella di sportiva non ha avuto dubbi.
1/12 Sara Galimberti durante una sessione di allenamento in palestra. Foto Guido De Bortoli/Getty Images
Lo sport ha sempre fatto parte della sua vita, ha iniziato da piccolissima a praticare atletica leggera per poi dedicarsi dall'età di 15 anni alla corsa.
 Nel 2009 Sara Galimberti ha partecipato alla finale di Miss Italia
 e poi ha lavorato come fotomodella, provando a fare entrambe le cose per un anno. Ma alla fine ha scelto il running, la sua passione!

Qual è la tua gara più memorabile?
"Senza dubbio quando ho corso i 5000 mt in pista a Palo Alto, California durante il meeting Petan Jordan perché ha rappresentato il mio punto di partenza nel mondo della corsa professionistica. Avevo appena concluso l'esperienza di Miss Italia e nessuno avrebbe mai pensato che sarei riuscita a raggiungere un risultato così importante. Io invece mi sono allenata tanto e sono riuscita a realizzare un ottimo tempo e da quel momento in poi ho capito che la corsa sarebbe stata la mia vita e anche gli addetti ai lavori hanno iniziato a credere nelle mie capacità di atleta. È stata davvero una grande soddisfazione che mi ha fatto sentire sicura di me stessa".

Dove preferisci allenarti?
"Mi alleno principalmente a Milano in Parco Sempione insieme al mio allenatore e ad un gruppo di triathlon anche se i miei luoghi del cuore, dove mi sono preparata tanto, sono tutti in Brianza dove ho iniziato e dove è più semplice anche correre in strada perché il traffico è meno caotico rispetto alla città".

Cosa apprezzi di più dell'allenamento di triathlon?
"Per me è molto utile perché mi sono infortunata troppo spesso e lo scopo è quello di limitare i chilometri di corsa, molto traumatici per il mio fisico, mantenendo comunque alto il livello di allenamento alla resistenza. Nuoto e bicicletta in realtà non sono proprio nelle mie corde ma tutto questo mi serve per continuare a mettermi alla prova, migliorarmi e fare anche cose diverse. E soprattutto sono ancora più felice rispetto a prima quando mi alleno a correre dopo le sessioni di nuoto e bici".

Come alleni la mente per resistere alle competizioni di endurance?
"Semplicemente ci vuole pazienza: nelle competizioni di lunga distanza non senti subito la fatica ma provi piuttosto un po' di noia nel fare sempre lo stesso gesto e dovrai correre magari per due ore oppure pedalare per tre ore. Con il tempo ho imparato a non pensare e a godere invece del momento".
L'intervista completa è stata pubblicata su Men's Health - Marzo 2019
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