di Max Grassi - 26 aprile 2019

Sempre sognato di scalare l'Everest? Prova con la realtà virtuale!

I visori per la realtà virtuale stanno conquistando sempre più la nostra attenzione. L’abbiamo provata insieme al gioco Astro Bot: Rescue Mission e all'esperienza di Everest VR, tra crepacci, cascate di ghiaccio e un panorama mozzafiato
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La realtà virtuale è entrata ormai da tempo prepotentemente nella scena tecnologica mondiale. Sony, nell’ottobre del 2016, ha lanciato sul mercato il primo visore denominato PlayStation VR (dove VR sta per Virtual Reality). Dopo una partenza in sordina, oggi, il lancio di giochi molto validi (come Astro Bot Rescue Mission che abbiamo provato e che trovate di seguito) e una politica di taglio del prezzo ha reso questa tecnologia alla portata di molti (un bundle con visore, telecamera e un gioco lo si trova a 299 euro).

Ma che cos’è la realtà virtuale? Per farla breve potremmo dire che si tratta di una simulazione digitale della realtà. Attraverso una ricostruzione grafica e grazie all’ausilio di sensori che tracciano il nostro movimento, il cervello viene “convinto” di trovarsi realmente in quella situazione ricreata dal computer.

Chi ha provato quest’esperienza si perde in esclamazioni di incredulità e la parola “pazzesco” ritorna più volte, anche se questa tecnologia non è per tutti. Non sono rari i casi, infatti, di chi si scopre vulnerabile alla cinetosi. Può succedere di avvertire sintomi come nausea, giramenti di testa e disorientamento non appena si indossa un visore poiché l’esperienza immersiva è così coinvolgente da creare un’illusione che tende a confonderci. L’ideale sarebbe - prima di acquistare un visore - provare quest’esperienza da un amico o in un negozio.

Noi, dopo esserci divertiti – e tanto – con le acrobazie di Astro Bot, abbiamo voluto concederci una di quelle esperienze che sono possibili solo (o quasi) grazie alla realtà virtuale: vedere il panorama dalla cima dell’Everest e scoprire cosa significa affrontare il temutissimo Hillary Step, ultima tremenda fatica per gli alpinisti prima della gioia della vetta. Tutto questo è possibile grazie a Everest VR e alla magia della realtà virtuale.
Sono sufficienti pochi minuti in compagnia di Astro Bot, questo simpatico robottino, per renderci conto di quanto la realtà virtuale sia in grado di offrire nel campo dei videogiochi, anche quelli di stampo tradizionale, come questo platform che si gioca tranquillamente seduti, impugnando un controller.

Nato da un minigioco presente nel gratuito The Playroom VR (un titolo propedeutico alla realtà virtuale), questo gioco partorito dal talento dei Japan Studio, ci catapulta in un mondo animato da simpatici robot che dovremo salvare, esplorando cinque mondi, ognuno dei quali dotato di proprie caratteristiche che riescono sempre a mantenere alto il livello di coinvolgimento.

Un’esperienza che lascia a bocca aperta, quasi impossibile da descrivere a parole, affascinante ed emozionante e – cosa che più conta – molto, molto divertente. Anche la grafica – solitamente tallone d’Achille dei titoli VR – è impressionante così come le splendide musiche. Insomma se possedete Playstation VR o se avete intenzione di acquistarlo, questo è il gioco che non potete lasciarvi scappare. Un condensato di idee ispirate e geniali con una longevità decisamente superiore ai giochi dedicati alla realtà virtuale.
Riuscire a scalare gli 8.848 metri del Monte Everest è da sempre uno dei sogni dell’uomo. Chi scrive ha divorato libri sul tema, come il celebre e bellissimo “Aria Sottile” di Jon Krakauer, senza aver neanche mai pensato alla possibilità di affrontare realmente questa sfida. E allora la realtà virtuale che ci sta a fare?

Ecco perché ho speso senza esitazione i 10 euro necessari a provare cosa vuol dire stendere lo sguardo dalla vetta della montagna più alta del pianeta. Senza indossare zaini o ramponi da ghiaccio, e senza bombole d’ossigeno o giorni passati ai Campi Base per acclimatarci, qui in un’oretta scarsa si vive tutta l’esperienza. Grazie al visore PlayStation VR possiamo affrontare i momenti più eccitanti e pericolosi della salita in vetta attraverso il ghiacciaio Khumbu fino al Colle Sud e oltre il mitico Hillary Step superando cascate di ghiaccio, crepacci e pareti verticali ricostruiti con una tecnica foto realistica.

Certo, questo non è assolutamente un gioco bensì un’esperienza che, anche se non eccelle come qualità tecnica e artistica, ci permette di farci un’idea di cosa si veda una volta saliti fino alla vetta. E vi possiamo assicurare che il panorama, anche in VR, è mozzafiato. Non mancano commenti tecnici e descrizioni anche se il gioco purtroppo è presente solo in lingua inglese. Da provare!
Il VR Sony supporta senza problemi i video e le foto. Basterà quindi trasferire le nostre fotografie – tramite una chiavetta USB – e i nostri video nella Playstation e usare il Media Player integrato per godere di una visione simile ad una sala cinematografica (lo schermo virtuale è da 226 pollici!).

Scaricando YouTube, possiamo selezionare i video della sezione a 360° per godere a pieno di questa tecnologia. Il Playstation VR può essere poi usato come un secondo schermo in modo da lasciare libera la TV per altri utilizzi familiari (anche qui scaricando, ad esempio, l’app di Netflix).

Per ultimo, segnaliamo che Sony ha in programma tantissimi nuovi eventi dedicati alla realtà virtuale, tra cui nuove esperienze interattive, orchestre virtuali da ammirare e, installando l’app Next VR, anche incontri di boxe e Nba.

Abbiamo anche sperimentato la frontiera più avanzata della VR (QUI) e siamo stati trasportati in un universo coinvolgente a caccia di orde di non morti, percorsi turbolenti e robot killer. Ma per giocarci bisogna andare a Las Vegas...
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