Puntura di imenottero mentre fai sport all'aperto? Ecco come comportarti

La campagna di informazione "Punto nel Vivo" ha l’obiettivo di far conoscere agli italiani le caratteristiche delle reazioni allergiche da punture di imenotteri, oltre alle terapie con cui trattarle

Foto: Getty Images

Stime alla mano nel corso della loro vita, 9 italiani su dieci sono destinati a essere punti da un insetto della famiglia degli imenotteri, che comprende oltre 100.000 specie, tra i quali i più noti e comuni sono le api, le vespe e i calabroni.

La campagna d’informazione Punto nel Vivo, patrocinata da FederAsma e Allergie Onlus - Federazione Italiana Pazienti con il contributo non condizionante di ALK-Abellò S.p.A., è validata dal supporto scientifico fornito dagli esperti dei principali centri allergologici specializzati nella diagnosi e terapia dell'allergia al veleno di imenotteri e ha l’obiettivo di far conoscere agli italiani le caratteristiche delle reazioni allergiche da punture di imenotteri, oltre alle terapie con cui trattarle.

D’estate tutti, anche chi d’inverno è abbastanza "pantofolaio", si riversa all’esterno semplicemente per camminare nei parchi, per giocare a tennis, a padel, a calcetto o per fare jogging. Può capitare di essere punti da api, vespe o calabroni. Come ci si comporta e come si interviene correttamente?

PUNTURA DI IMENOTTERO: REAZIONE CUTANEA E REAZIONE SISTEMICA

"Quando questi insetti ci pungono iniettano una certa quantità di veleno che il nostro organismo riconosce come sostanza estranea e quindi cerca di reagire per arginarla. In base alla sensibilità individuale i sintomi possono essere diversi: si va da normali manifestazioni locali (reazione cutanea) al coinvolgimento di tutto l’organismo (reazione sistemica). Questo spiega il motivo per cui in alcune persone la puntura di questi insetti provoca solo un po’ di dolore e un leggero fastidio nella sede di puntura che passa nel giro di poche ore o qualche giorno, mentre in altre la stessa puntura può causare reazioni sistemiche più gravi di tipo anafilattico".

Lo spiega Valerio Pravettoni, medico allergologo del Centro di riferimento per la prevenzione e la diagnosi dell’allergia al veleno di imenotteri – Fondazione IRCCS Ospedale Maggiore Ca’ Granda Policlinico - Milano.

Che anche a precisare che "in genere soggetti che presentano reazioni sistemiche hanno avuto precedenti punture con reazioni che superano il normale gonfiore locale, presentando la cosiddetta 'reazione locale estesa' cioè edema e gonfiore nella regione circostante la puntura con un diametro superiore ai dieci centimetri, ma che spesso può coinvolgere un intero segmento corporeo, cioè vengo punto al polso e mi gonfio dalla mano al gomito. Queste persone dovrebbero aver effettuato una visita allergologica e aver avuto precise indicazioni sul comportamento da adottare in caso di reazione sistemica".

Tralasciando le reazioni sistemiche e limitandosi alle persone che non sono mai state punte da api, vespe o calabroni è bene sapere che vespe e calabroni hanno un pungiglione liscio, quindi possono pungere, estrarre il pungiglione e volare via. Le api, invece hanno un pungiglione seghettato che può restare infisso nella cute dell’individuo e pertanto l’ape, cercando di volare via può non riuscire ad estrarre il pungiglione.

In questo caso bisogna subito estrarre il pungiglione che con sé porta una piccola ghiandola velenifera fornita di muscolatura propria, che continua a contrarsi per iniettare tutto il veleno che contiene, e si eviscera, morendo e cadendo a terra. Ecco perché il dottor Pravettoni avverte: "Nel caso di una puntura d’ape è pertanto importante rimuovere rapidamente il pungiglione e l’annessa vescicola velenifera non strizzandola tra due dita per evitare di spremere tutto il veleno in essa contenuto, ma utilizzando il bordo dell’unghia per farla 'saltare' via".

NOTE COMPORTAMENTALI

Il dottor Pravettoni inoltre, fornisce delle utili norme comportamentali, da adottare sempre quando ci si trova all’aperto.

- Mantenere la calma: non ci si deve far prendere dal panico mai; se ad essere stato punto è un bambino, i genitori non devono in alcun modo agitarlo, ma anzi tranquillizzarlo

- Valutare la reazione: nella maggior parte dei casi la puntura degli imenotteri causa una reazione attorno alla puntura caratterizzata da dolore, gonfiore e rossore che in genere si attenua nel giro di poche ore

COSA FARE IN CASO DI PUNTURA DI IMENOTTERO

Cosa fare: inutile ricorrere ai “rimedi della nonna” come cercare di mettere dell’ammoniaca: non serve. Utile invece, se possibile mettere del ghiaccio o delle compresse fredde per ridurre il gonfiore e una pomata al cortisone per trattare l’infiammazione (rossore, dolore, gonfiore).

In caso di gonfiore intenso che non si risolve nel giro di poche ore, può essere utile somministrare, rivolgendosi al proprio medico curante o al farmacista, una compressa di antistaminico e al caso di cortisone per trattare l’infiammazione e il prurito associato.

Se il soggetto sta praticando attività sportiva mentre viene punto è opportuno che smetta di fare tale attività per una ventina di minuti, evitando quindi di avere una vasodilatazione per il calore determinato dall’attività sportiva e una maggior frequenza cardiaca con maggior ricircolo di sangue nei tessuti.

Questo accorgimento serve per evitare che il veleno possa essere assorbito rapidamente nel circolo sanguigno e pertanto dare reazioni più importanti. Dopo una ventina di minuti, giusto il tempo di cercare del ghiaccio, e applicare una pomata cortisonica, se non si sono verificate reazioni diverse dal semplice gonfiore locale, il soggetto può riprendere l’attività sportiva in modo poco intenso, giusto per permettergli di rientrare al domicilio.

Il dottor Pravettoni consiglia, infine, di rispettare sempre le regole del seguente vademecum:

  1. Evita di indossare colori troppo sgargianti e profumi o deodoranti con fragranze troppo intense per non attirare gli insetti
  2. Indossa maglie a maniche lunghe, pantaloni, scarpe e cappello al fine di ridurre al minimo l’esposizione della pelle
  3. Utilizza spray repellenti per insetti sulla pelle esposta
  4. Utilizza prodotti repellenti per gli insetti quando stai all’aperto Non lasciare all’aria aperta bevande, dolci o cibo. Evita di lasciare aperte le lattine di bibite non completamente consumate.
  5. Controlla che non vi siano insetti prima di sederti, sdraiarti o comunque prima di fermarti in un luogo all’aperto
  6. Evita di passeggiare in zone dove sono presenti colonie di insetti (es: frutteti, arnie, prati in fiore…)
  7. Indossa i guanti se raccogli frutta anche caduta al suolo.
  8. Non tentare per nessun motivo di schiacciare vespe o api. Aumenta il rischio di essere punti e di attirare lo sciame.
  9. Non utilizzare le braccia per allontanare gli imenotteri e non compiere movimenti rapidi. Se ti ritrovi in un’area in cui vi sono api o vespe, cammina lentamente e allontanati per non infastidire gli insetti.

LA CAMPAGNA "PUNTO NEL VIVO"

"Punto nel Vivo" oltre ad essere una campagna di informazione al servizio del pubblico, fornisce tramite il sito web, Facebook, Instagram e YouTube numerose notizie: sono oltre 32.500 i fan che, ad oggi, seguono la pagina Facebook per conoscere gli imenotteri, distinguere una reazione normale da una reazione allergica, valutare la sua gravità, comprendere quando è necessario avere a disposizione e come utilizzare l’adrenalina autoiniettabile, presidio salvavita, e conoscere in quali casi rivolgersi allo specialista allergologo.

Da quest’anno, è possibile scaricare dal sito web le schede sugli imenotteri per imparare a riconoscerli, identificarne la pericolosità, il veleno iniettato e altre curiosità. Per trovare gli specialisti allergologi esperti nell’allergia al veleno di imenotteri di tutta Italia è possibile visitare la sezione “Centri Punto nel Vivo” del sito web www.puntonelvivo.it, sulla pagina Facebook e su Google Maps.

Cliccando sulle icone si visualizzano, per ciascun centro, le informazioni sempre aggiornate: l’indirizzo, il nome dell’esperto allergologo di riferimento ed un numero di telefono. Ad oggi il network di Punto nel Vivo conta 88 centri, distribuiti su tutto il territorio nazionale; per essere arruolati, i centri devono rispondere a determinati criteri qualitativi e devono garantire adeguate conoscenze clinico-scientifiche.

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