a cura della Redazione - 29 agosto 2019

Prostata: cosa può falsare il test PSA

Purtroppo il principale esame salva-prostata non è infallibile, ma può essere influenzato da alcune condizioni particolari: queste...

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Il test del Psa (Antigene Prostatico Specifico) è fondamentale per la diagnosi precoce del tumore della prostata, ma è purtroppo lontano dall’essere un esame infallibile: in presenza di livelli troppo elevati, solo in un caso su 4 ci si trova davvero (e per fortuna) di fronte a un cancro; mentre può anche accadere che chi è davvero malato, risulti al contrario negativo al test. In particolare, ci sono alcune condizioni ed eventi clinici che sono in grado di falsare i risultati del test del Psa: con la consulenza del professor Giovanni Maria Colpi, direttore del Centro di Andrologia dell’Ospedale S. Paolo di Milano, ecco a cosa fare soprattutto attenzione...

Alcuni farmaci comuni possono ridurre il tuo Psa, soprattutto se vengono presi per lunghi periodi. Da uno studio pubblicato dalla rivista scientifica Journal of Clinical Oncology è ad esempio emerso che in chi assume con frequenza aspirina, ibuprofene, statine o diuretici tiazidici, si riscontrano livelli di Psa più bassi rispettivamente del 6, 13 e 26% rispetto a chi non ne è un consumatore abituale. Con il rischio che il test risulti nella norma anche in presenza di un tumore (l'allarme scatta infatti solo in presenza di un Psa elevato).
I farmaci a base di finasteride, usati proprio nel trattamento dell’ipertrofia prostatica (l'ingrossamento della prostata) così come per combattere la calvizie, possono bloccare l’azione di un enzima fondamentale per l’attività ormonale riferita alla prostata. Conseguenza: la preziosa ghiandola non riesce più a produrre normalmente l'antigene prostatico specifico (Psa), i cui valori possono arrivare a dimezzarsi. Con lo stesso problema indicato al punto precedente: il test potrebbe risultare nella norma anche con un tumore già in fase di sviluppo...
Uno studio pubblicato dalla rivista scientifica Prostate ha reso noto che quando alcuni uomini con Psa elevato avevano assunto integratori con curcumina e isoflavoni di soia, i loro livelli erano calati del 45%, sempre con il rischio di falsare l'esame. Se fai uso di questi integratori (o di altri simili), ti conviene sempre informare il tuo medico o lo specialista di fiducia per valutare correttamente l'esito del test.
Secondo uno studio pubblicato dalla rivista scientifica International Urology and Nephrology, 24 ore dopo una colonscopia quasi la metà degli uomini fa registrare elevati livelli di Psa, con i valori che possono poi mantenersi sopra la norma anche per più di un mese. Per questo motivo i ricercatori consigliano di fare il test del Psa prima di un esame del colon o di un’esplorazione rettale digitale della prostata. Mai dopo.
Per tenere sotto controllo la tua prostata non c'è solo il test del Psa. Ci sono infatti alcuni segnali che, se riscontarti con frequenza, devono farti suonare un campanello d'allarme: ad esempio se inizi a provare uno stimolo a urinare più frequente del solito; oppure se avverti un senso di bruciore ogni volta che vai alla toilette. Possono infatti essere segnali di un inizio di iperplasia prostatica (un ingrossamento benigno della tua ghiandola) o sintomi di una prostatite (un’infiammazione o infezione della prostata): due condizioni che possono far innalzare il tuo Psa, aumentando di conseguenza il rischio che si sviluppi un tumore della ghiandola.
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