Impressioni, valutazioni: il primo mese di allenamento di Fabio

Fabio è carico, ma è tanta la strada per trasformare il suo allenamento in quello di un vero professionista e provare a sfidare Alice Mastriani, top atleta di crossfit. Ecco il suo primo mese di allenamento.

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Foto Mauro Parravicini. Le immagini nella palestra di Men’s Health, powered by Lacertosus, sono state scattate prima del decreto DPCM 22 marzo 2020.

Il personal trainer Michele mi ha mostrato gli esercizi da svolgere ma la mia attuale condizione fisica non è sufficiente ad affrontare la scheda che pensava di propormi, che quindi è stata ridotta.

Per fortuna la voglia di iniziare ad allenarmi non ha subìto contraccolpi. Adoro sudare e non capita tutti i giorni di avere un allenamento tagliato su misura e una palestra tutta a mia disposizione.

Il mio primo workout comincia dal warm up: po’ di sollevamenti sulle punte dei piedi, il ponte a terra. Super relax. Poi cambia registro: 6 serie da 6 colpi di squat restando in accosciata 2 secondi, affondi, trazioni alla sbarra. Una bella fatica, soprattutto se fatto in “modo allenante” come dice il coach, ovvero con carichi tali per cui quando arrivi all’ultimo colpo o ripetizione non sai se riuscirai a farlo o meno. Ma la vera botta è alla fine, con la sezione EMOM (“Every Minute on the Minute”). È una specie di superserie: squat con palla medica, burpee e addominali, con qualche secondo di recupero tra uno e l’altro. Più sei veloce più tempo hai per tirare il fiato prima di iniziare l’altro. Quando Michele mi ha visto in difficoltà, ha ridotto le ripetizioni “regalandomi” un minuto di riposo non previsto. Cosa che, ovviamente, mi ha spinto a provare l’esercizio com’era strutturato in origine. Per orgoglio. Ho abbandonato l’EMOM prima della fine ma l’ho quasi completato, il che è più di quello che Michele pensava di ottenere da me. Alla fine ero agonizzante ma contento.

Il warm up di fabio

Il video nella palestra di Men’s Health, powered by Lacertosus, è stato realizzato prima del decreto DPCM 22 marzo 2020.

Da qualche giorno anche Fabio è costretto ad allenarsi a casa ma non molla e continua con i nuovi circuiti proposti dal PT Michele Martinetti per un workout “domestico”.

Warm up

15 Calf (sollevamento sulle punte dei piedi)

12 Good Morning Body Weight (flessione in avanti del tronco)

12 Ponte glutei a terra

Lavori di forza

20/25 Piegamenti sulle braccia (4 serie in 2'30" con 10' recupero)

20/25 Air squat (4 serie in 2'30" con 10' recupero)

20/25 Sit up (4 serie in 2'30" con 10' recupero)

Lavori a circuito

EMOM 16' (4 serie)

minuto 1/ 8-10 Burpee

minuto 2/ Hollow hold 30"

minuto 3/ Salto con la corda

minuto 4/ Recupero

Foto Mauro Parravicini. Le immagini nella palestra di Men’s Health, powered by Lacertosus, sono state scattate prima del decreto DPCM 22 marzo 2020.

Warm up

15 Calf (sollevamento sulle punte dei piedi)

12 Good Morning Body Weight (flessione in avanti del tronco)

12 Ponte glutei a terra

Lavori di forza

20 Affondi indietro a corpo libero (4 serie in 2'30" con 10' recupero)

Wall sit (sedia al muro) per 1 minuto

20 Ponte glutei a terra (4 serie in 2'30" con 10' recupero)

Lavori a circuito

EMOM 16' (4 serie)

minuto 1/ Plank 30"

minuto 2/ 12 Jump squat

minuto 3/ 7 Push up+7 burpee

minuto 4/ Recupero

Foto Mauro Parravicini. Le immagini nella palestra di Men’s Health, powered by Lacertosus, sono state scattate prima del decreto DPCM 22 marzo 2020.

La strada è in salita. Sono rimasto impressionato dalla sua forza di volontà e dalla sua passione. Ho voluto metterlo subito alla prova e Fabio, anche se non sempre si è dimostrato già in forma, non ha mai mollato. Ed è giusto così: Fabio non aveva mai svolto un programma di allenamento come questo, molto studiato nei dettagli e con una cura massima del gesto tecnico. L’allenamento di body building che svolgeva prima, infatti, non gli ha fornito le basi tecniche, coordinative e condizionali necessarie. Ecco perché sono dovuto intervenire più volte aggiustando il tiro del suo programma. Adesso Fabio può fare molta strada sotto tutti i punti di vista: tecnico, coordinativo, di forza e di resistenza generale. Gli ho fatto un piano di allenamento ad hoc che potrà aiutarlo molto nella preparazione a questa sfida. Con il tempo si abituerà a questa nuova modalità di training e il fatto di essere partito piano, da una condizione che non è quella del vero atleta, lo aiuterà a sentire ancora di più i suoi progressi. Alla fine, ne sono sicuro, guardandosi indietro non si riconoscerà più.

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