22 novembre 2018

Più attenti, smart e di buon umore con una manciata di pistacchi

Recenti ricerche sostengono i numerosi benefici di uno snack a base di pistacchi americani. Aumentano la concentrazione e stimolano le funzioni cognitive, migliorando l'umore.

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L’importanza di prendersi una pausa. Staccare la spina, anche solo per pochi istanti, sgranchirsi le gambe, distogliere lo sguardo dal pc, concedersi uno snack. Nessuno può lavorare alla massima concentrazione per un tempo troppo prolungato. Se la pausa poi è accompagnata da una piccola gratificazione per il palato, ancora meglio.
Recenti ricerche hanno individuato nei pistacchi americani il cibo principe delle pause in ufficio. A ragion veduta. Perché sono gustosi, non spostano l’ago della bilancia e favoriscono la concentrazione, migliorando anche le funzioni cognitive.
Studi lanciati dall’associazione non profit American Pistachio Growers, che rappresenta oltre 800 coltivatori di pistacchi in California, Arizona e New Mexico, e condotti dalla Loma Linda University e dall’istituto di ricerca Focus Vision negli USA hanno evidenziato i numerosi vantaggi psicofisici di questo oro verde: ottimo come ricarica quando ci si sente a corto di forza, ideale per sostenere la concentrazione e migliorare l’umore.
L’indagine nazionale della Focus Vision è stata condotta su 1.000 americani con un lavoro sedentario che hanno saltato la prima colazione e hanno consumato uno snack a base di pistacchi da 42 g (circa 1 porzione e ½) tra le 9 e le 11 di mattina. Circa il 92% dei partecipanti ha affermato che il consumo di pistacchi li ha aiutati a tenere alta la concentrazione e il 90% sostiene che i pistacchi sono uno spuntino decisamente più sano rispetto a quelli più comuni.
Lo studio della Loma Linda University ha misurato invece le frequenze cerebrali dopo il consumo di frutta secca di vario genere, rilevando che i pistacchi hanno prodotto la miglior risposta a livello di gamma di frequenze cerebrali. In particolare, i pistacchi stimolerebbero le frequenze che favoriscono la conservazione delle informazioni, l’apprendimento e la percezione.
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