Il manuale del pendolare: come sopravvivere al tragitto casa-lavoro

Passiamo quasi dieci giorni all’anno in viaggio per andare e tornare dal lavoro. Solo perché sei seduto al volante o in metropolitana non significa che quel tempo debba essere perso. Ci sono alcuni modi per sfruttarlo al meglio. Scopri come.

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Quando sei sul treno o sull’autobus sei tentato di mettere gli auricolari, chiudere gli occhi o guardare fuori dal finestrino e isolarti dagli altri. È sbagliato. Quando smetti di ignorare i tuoi compagni di viaggio ti rendi conto che nessuno è felice di stare su quel treno. A quel punto potrebbe venirti voglia di aiutarli o almeno di non metterli in difficoltà, per esempio:

  • mettendo la mano davanti alla bocca quando starnutisci
  • togliendo lo zaino per fare spazio agli altri quando sei in piedi
  • non occupando un sedile in più con la borsa o sedendoti male
  • lasciando sedere le donne incinte, gli anziani e i disabili

Il gesto

Quando vedi un anziano che cerca di trasportare una valigia su per le scale della metropolitana o una mamma che cerca di scendere le scale da sola con il passeggino fermati, togliti gli auricolari e chiedi se puoi aiutarli. Forse ti diranno di no o forse ti ringrazieranno e si lasceranno aiutare. Basta poco per vivere meglio.

Accetta l'inevitabile

Il treno è in ritardo. L’autobus arriva strapieno e metà delle persone in attesa alla fermata non riesce a salire. Il traffico in auto è lentissimo. Fuori fa caldo e l’aria condizionata in metropolitana non funziona. Tutte cose fastidiose. In questo caso serve un pizzico di mindfullness. Quando stai per esplodere perché il treno sta accumulando sempre più ritardo fai un respiro e renditi conto che stai per scoppiare: chiarisci a te stesso perché sei arrabbiato (il treno è in ritardo). Chiediti che cosa puoi fare per cambiare questa cosa. Se la risposta è niente, smettila di arrabbiarti per qualcosa che non puoi cambiare. Cerca di pensare ad altro: leggi, scarica musica rilassante, avverti il capo o i colleghi che arriverai tardi per colpa del treno

(è comprensibile, sarà capitato anche a loro). Non sei il primo e non sarai l’ultimo a rimanere bloccato mentre vai al lavoro. Recupererai lavorando di più la sera.

L'unico modo che hai di arrivare fino al posto di lavoro è usare la macchina? Il tragitto ti costringe ad attraversare tutta la città nell’ora di punta o la tangenziale nel momento in cui è più intasata?
Le soluzioni sono due: o cambi lavoro o smetti di arrabbiarti per il traffico che non puoi controllare. Ecco cinque consigli per mantenere la calma:

  1. USA LE FRECCE - Sembra scontato ma non tutti le usano. Mettendo la freccia per cambiare corsia riduci il rischio di incidenti (a differenza di quello spericolato davanti a te che continua a zigzagare tra le corsie senza segnalarlo).
  2. MUSICA CLASSICA - Meglio se tedesca. Per esempio il Requiem di Brahms, che è tranquillizzante ma non deprimente. La musica classica rimette al giusto posto la tua rabbia. Va bene qualsiasi musica classica, tranne forse Wagner...
  3. FRENA IL CERVELLO - Fai sbollire la rabbia: immagina il tuo livello di rabbia sul tachimetro. Sopra i 120 km/h sei furioso. Sopra i 90 sei arrabbiato. Sopra i 70 sei frustrato. A 50 km/h sei calmo. Piano piano togli il piede dal gas e calmati.
  4. PILOTI SENZ’AUTO - Prova a visualizzare qualcosa di spiritoso. Immagina che tutte le persone che hai intorno, compreso te, si spostino in autostrada velocissimi (o anche lenti) seduti sul sedile ma senza l’auto intorno. Stai già sorridendo?
  5. COME BAMBINI - Quel tizio ti ha appena tagliato la strada? Immaginalo da piccolo, quando imparava a camminare e sua mamma lo prendeva in braccio e lo coccolava. Questa immagine tenera allontanerà la rabbia nei suoi confronti.

Stare seduti al volante non è il massimo per la postura. Fai questo esercizio di cinque minuti quando scendi dall’auto.

Lunge stretch

In piedi, fai un passo avanti con la destra e piega il ginocchio. Tieni la posizione per 15 secondi. Fai 3 ripetizioni, cambia lato e ripeti.

Ritrazione delle scapole
Metti le mani contro un muro all’altezza delle spalle. Avvicina tra loro le scapole, poi riportale alla posizione iniziale. Fai 2 serie da 10 ripetizioni.

Bambola di pezza

In piedi con le ginocchia leggermente piegate chinati in avanti, lasciando penzolare la testa. Tieni la posizione per 30 secondi. Fai 3 ripetizioni.

Per il tragitto casa-azienda non ti serve la moto di Valentino Rossi e nemmeno una tourer di grossa cilindrata. Basta una piccola moto o meglio ancora uno scooter. Ti protegge abbastanza dal freddo e dalla pioggia, ha lo spazio per lo zaino e altri piccoli oggetti, salta le code e riduce al minimo il problema del parcheggio e i costi di manutenzione (rispetto all’auto). Ma ti serve tanta prudenza, attenzione e un abbigliamento protettivo per il freddo e le cadute.

Le cose da sapere in moto

  • Rispetta il codice: se sbagli cadi e ti fai male
  • Non sorpassare a destra
  • Usa le frecce e le luci per farti vedere sempre
  • Fai attenzione all’asfalto sporco o bagnato
  • Attento a non scivolare sulle rotaie del tram, sui tombini o sulle strisce pedonali
  • Quando piove riduci almeno del 50% la velocità
  • Attento alle buche
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