di Rosario Palazzolo - 07 novembre 2018

Cibo online in forte crescita. Un must per i millennials

Uno studio Coldiretti/Censis analizza il fenomeno “food delivery” e gli effetti provocati sulle abitudini alimentari. Il 37% degli italiani ha utilizzato almeno una volta una piattaforma web per ordinare.

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Gli acquisti di cibo online stanno cambiando il modo di cucinare e di mangiare degli italiani. Nel 2018 le ordinazioni sono aumentate del 47% rispetto all'anno precedente; in pratica oltre un italiano su tre, il 37%, ha utilizzato una piattaforma web, attraverso smartphone o pc, per farsi recapitare cibo. Una percentuale che raddoppia nei millennials, arrivando addirittura a sfiorare il 74% tra gli studenti, i più appassionati. Lo dice lo studio Coldiretti/Censis che per la prima volta è stato dedicato alla cosiddetta “food delivery”, ossia la consegna di cibo a domicilio. La ricerca è stata presentata al Forum Internazionale dell'Agricoltura e dell'Alimentazione, organizzato da Coldiretti a Cernobbio.

Se un tempo la “consegna” riguardava solamente le pizze, oggi si è trasformato in un settore che, se pur tra dibattiti sulle modalità di lavoro, è dinamico e on continua crescita fino a toccare anche i cibi gourmet, e quelli biologici, vegetariani e vegani. I nomi sono quelli ormai celebri di Just Eat, Foodora, Deliveroo, Bacchette Forchette, Uber Eats ecc.

Spesso ricorrono al food delivery il 40,6% degli intervistati e tra loro madri o padri single con figli sono il 45,7%. Ma i ragazzi tra i 18 e i 34 anni, che spesso vivono ancora all'interno del nucleo familiare, sono i maggiori utilizzatori delle piattaforme con il 71,1%.
Ma perché gli italiani ricorrono al cibo a domicilio? Al primo posto, come rileva lo studio, c'è la poca voglia di cucinare (57,3%), ma anche il voler stupire amici e parenti con piatti di qualità (34,1%) o ancora movimentare una serata casalinga (32,6%); mentre il 26,5% non ha voglia di prepararsi i pasti da solo, il 24,7% vuole mangiare bene senza uscire di casa (24,7%), il 18% ha voglia di provare piatti nuovi e il 6,9% non sa cucinare.

Naturalmente il servizio è particolarmente diffuso nelle grandi città e nelle aree metropolitane, favorito da una maggiore offerta di locali collegati alle piattaforme. Nelle città con oltre 250mila abitanti, gli appassionati del delivery on line arriva a sfiorare il 60%. I punti vincenti sono i tempi di consegna, spesso prefissati che non superano i sessanta minuti, ma anche il fatto di stabilire una fascia oraria precisa. Quanto alle aspettative, il 28% vorrebbe una maggiore sicurezza dei prodotti durante il trasporto, il 25,3% la promozione della qualità degli ingredienti e il 17,7% più prodotti tipici e locali.
Photo by Randy Fath on Unsplash.jpg
Il fenomeno del food delivery sta cambiando anche le abitudini alimentari dei singoli componenti di una famiglia. Se la cucina casalinga impone menù fissi per tutti i componenti, con la consegna a domicilio si mangia tutti insieme ma ognuno scegli il piatto che preferisce. Per il 20% delle famiglie, infatti, la consegna a domicilio ha favorito la scelta delle pietanze personalizzate a seconda dei gusti o delle esigenze di salute legate a diete o intolleranze.
In controtendenza all'andamento generale sono trentuno milioni gli italiani che non hanno mai fatto la spesa sul web e non rinunciano al contatto diretto per avere maggiori opportunità di scelta, poter toccare con mano i prodotti ma anche come occasione di socializzazione. Un esempio è rappresentato dal numero crescente di italiani che frequentano i mercati contadini. Tra chi ha fatto almeno una volta la spesa in un farmers market sono 8 milioni quelli che dichiarano di recarsi tra i banchi dei produttori anche e soprattutto per incontrare persone e socializzare.

Un'espressione di questo fenomeno è rappresentata anche dal boom del turismo enogastronomico che ha ormai raggiunto numeri da record tanto da essere entrato stabilmente negli stili di vita degli abitanti del nostro Paese. Secondo lo studio Coldiretti/Censis sono 38 milioni gli italiani che nel 2018 hanno frequentato almeno una volta una sagra di prodotti locali, mentre in 26 milioni hanno scelto di trascorrere le proprie vacanze in territori che ospitano eccellenze enogastronomiche.


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