di Rosario Palazzolo - 04 gennaio 2019

È monopattino mania: il caso Casaleggio

Il monopattino elettrico è diventato uno dei principali mezzi di trasporto alternativo nelle metropoli di tutto il mondo. In Italia non decolla a causa di divieti e burocrazia. Le foto di Casaleggio "in divieto" nelle vie di Milano riapriranno il caso?

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Per l'italiano medio il monopattino è relegato all'idea di uno strumento d'altri tempi, quasi un giocattolo per le passeggiate al parco e il tempo libero dei bambini.

In pochi hanno compreso le potenzialità di questo mezzo di trasporto che in molte grandi città del mondo sta riscoprendo una nuova e inedita gioventù e sta diventando uno dei principali player della cosiddetta “mobilità dolce”, ossia un sistema di trasporto che sia più sostenibile dal punto di vista economico e ambientale.

Sono tantissime le capitali europee e le metropoli americane dove spostarsi in monopattino è cosa normale. Il vecchio monopattino, che è stato sostituito da un moderno mezzo di trasporto a trazione elettrica, offre l'opportunità di muoversi rapidamente (fino a 25 km l'ora di velocità), evitando il traffico e soprattutto con grande versatilità: il monopattino sale su ogni mezzo di trasporto e può essere portato in casa o in ufficio senza troppi problemi di ingombro.

Ma in Italia tutto questo non è possibile, perché a vietarlo è la legge. O meglio l'assenza di una norma del Codice della Strada che ne regolamenti l'utilizzo.
Proprio in questi giorni il settimanale Oggi ha portato alla ribalta il caso di Davide Casaleggio che sfreccia in corso Como a Milano a bordo di un moderno monopattino elettrico. Il magazine racconta che il leader del Movimento 5 Stelle rischia una contravvenzione da oltre mille euro proprio a causa del vuoto legislativo che di fatto impedisce la circolazione di monopattini elettrici, hoverboard e segway. Secondo Oggi, Casaleggio avrebbe infranto l’articolo 97 comma 7, 8 e 9, l’articolo 171 comma 1, 2, e 3 e l’articolo 193 comma 2 del Codice della Strada. Rischierebbe 1.162 euro di multa più sequestro con confisca del mezzo. Nei tre articoli è sancito il divieto rispettivamente di circolare con veicoli a motore con due ruote che non siano omologati; di circolare senza casco protettivo; di circolare senza assicurazione. Andando per il sottile, anche i monopattini tradizionali, sarebbero fuori norma.

Insomma un pasticciaccio che non soltanto impedisce l'utilizzo del monopattino elettrico a qualsiasi italiano, ma tiene bloccato un mercato che è pronto a “esplodere”, così come sta facendo nel resto del mondo. Oltre alla vendita di questi monopattini, i cui prezzi si aggirano tra i 300 e i 600 euro, la loro diffusione consentirebbe l'avvio di una nuova rete di di servizi di sharing che fornirebbe centinaia di posti di lavoro in Italia e che consentirebbe di potenziare i servizi di mobilità alternativa nelle grandi città e di introdurre questi sistemi anche in territorio più ristretti, dove non è conveniente adottare reti di bike sharing. Per sbloccare la situazione servirebbe un provvedimento regolamentare emanato dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, ossia dal ministro Danilo Toninelli.
Milano e Torino sono un passo avanti e rischiano di fare da apripista in questo nuovo fenomeno, a meno che la burocrazia non continui a vincere sui fenomeni economici e sociali che viaggiano molto più veloci. Dalla fine del mese di ottobre nelle vie del quadrilatero della moda milanese si vedono, per il vero in modo discreto, una serie di monopattini elettrici della Helbiz, startup di Los Angeles creata dall'italiano Salvatore Palella, attiva nel car sharing. Si tratta dio una presenza più dimostrativa che effettiva. Ma il segnale che questa società, così come altre internazionali, sono pronte ad entrare nel settore promuovendo un sistema di noleggio simile a quello delle biciclette arancioni di Mobike e gialle di Ofo. A Torino la Lime ha annunciato la scorsa estate l'arrivo di 300 monopattini in sharing.

Il sistema è già operativo a Madrid, Zurigo e Tel Aviv, oltre a una serie di metropoli Usa. E' diventato letteralmente una mani in Francia e in particolare a Parigi dove gli “scooter”, come vengono chiamati in inglese, sono diffusissimi e assolvono in modo egregio (anche se un po' pericoloso) all'esigenza della mobilità “dell'ultimo miglio urbano”, ossia tra la fermata del metrò e l'ufficio, oppure tra casa e lavoro. La proposta media degli operatori sharing potrebbe aggirarsi intorno a un euro a noleggio oltre a una cifra di 15 centesimo per minuto di utilizzo. Insomma, per compiere cinque di chilometri nel traffico si potrebbero spendere intorno ai 3 o 4 euro, più di una bicicletta, ma meno di uno scooter (in questo caso quello vero) in sharing.
Dicevamo, i monopattini sono agili, comodi e veloci, ma rischiano di diventare un pericolo se non ben regolamentati. I veicoli scelti da Helbiz per Milano hanno una potenza non superiore ai 250 watt e possono viaggiare fino a i 24 km/ora. Quelli di Lime per Torino supererebbero addirittura i 30 km/ora con una autonomia di 32 chilometri prima della ricarica. La velocità potrebbe rappresentare un problema in un traffico caotico dove questi strumenti potrebbero trasformarsi in veri “missili” in mezzo al traffico, per altro tendenzialmente instabili. Helbiz consiglia di viaggiare lentamente e di indossare sempre il casco. L'introduzione di una regolamentazione che preveda l'uso del casco potrebbe rappresentare la discriminate per la loro diffusione.
La diffusione mondiale degli “scooter” è davvero impressionante, ma negli Usa, dove il fenomeno è più vecchio, c'è già qualcuno che solleva i primi dubbi. Le aziende di sharing come Lime e Birds Rides, devono fare i conti con previsioni di crescita al ribasso a causa di investimenti che non tornano. Un monopattino elettrico adatto allo sharing costerebbe intorno ai 500 dollari e ogni monopattino dato in affitto è arrivato a far fruttare circa 20 dollari al giorno. I tempi di ammortamento sarebbero di oltre un anno, ma il deterioramento e gli atti vandalici renderebbero la durata media inferiore ai 2 mesi.
Viaggia fino a 25 km/ora ed è dotato di una funzione cruise Control questo monopattino distribuito in Italia da Athena. La caratteristica principale è la presenza di ammortizzazione su entrambe le ruote per fornire il massimo comfort e la presenza di un doppio freno elettrico e meccanico (entrambi anti bloccaggio) Pesa 12.5 kg ed è pieghevole. Segway
Fornisce una autonomia fino a 30 chilometri ed è dotato di un doppio sistema frenante. Dispone anche di una luce anteriore e di un fanalino rosso posteriore che si accende per indicare la frenata. Può viaggiare a una velocità massima di 25km/ora ed ha un peso di 12,5 kg. Xiaomi
Leggerezza abbinata a compattezza. Il monopattino pesa solo 7,7 Kg, garantisce una guida stabile con l'ammortizzatore centrale. Offre 3 livelli di utilizzo che consentono di impostare accelerazione e velocità massima fino a 20 km/ora. I-Bike

Dotato di freno a disco, questo monopattino ha una autonomia di 20 km e una velocità massima di 25 km/ora. E' dotato di doppia illuminazione e di sistema di ammortizzazione su entrambe le ruote. Il peso è do soli 11 kg. Decathlon

Leggero e veloce, questo monopattino in alluminio, distribuito in Italia da Athena, consente di viaggiare ininterrottamente per circa 30 minuti ad una velocità massima che sfiora i 25 km/ora. E' dotato di freno elettronico e di sistema di sistema di sicurezza "Kick Start". Razor
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