a cura della Redazione - 07 August 2018

Marcell Jacobs, nato per la velocità

Rinato dopo un infortunio, Marcell Jacobs è tornato subito velocissimo sui 100 metri. Questa sera sarà protagonista agli Europei di atletica a Berlino con l'amico e avversario Filippo Tortu. Si racconta a Men's Health.
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  • 1/5 Marcell Jacobs
    foto di Andrea Schilirò

    Un metro 88 centimetri per 79 chili di peso. Un vero macigno. Di più, un talento limpido dell'atletica leggera italiana che fino ad oggi è rimasto offuscato dagli infortuni, immancabili compagni della sua carriera da atleta. Ma questo 2018, che dopo l'ennesimo infortunio rimediato nel 2017 lo ha allontanato dal salto in lungo, gli ha invece regalato una splendida stagione sui 100 metri. Marcell Jacobs, lo sprinter delle Fiamme Oro, è infatti approdato direttamente alle semifinali del 100 metri ai Campionati Europei di atletica a Berlino. E questa sera si giocherà il diritto alla finale... con l'ambizione di conquistare un posto sul podio della specialità più attesa, i 100 metri, la velocità. Lo abbiamo incontrato prima della partenza per Berlino (in questo articolo di Runner's World il programma e le speranze per gli Azzurri), ecco cosa ci ha raccontato.

    Siamo alla vigilia degli Europei di atletica leggera a Berlino e la squadra italiana ha tutte le carte in regola per fare bene grazie soprattutto alle giovani promesse azzurre come te. Che cosa ti aspetti e quale è il tuo obiettivo per questo importante appuntamento?
    Sono davvero onorato di far parte della nazionale italiana di atletica leggera. Siamo una grandissima squadra e so che ognuno di noi darà il massimo per la maglia Azzurra. Mi aspetto di poter dimostrare quanto veramente posso valere, dopo gli alti e bassi che ho avuto per
    problemi fisici durante la prima parte di stagione. Sicuramente l’obbiettivo che mi sono posto è quello di arrivare a podio nella gara regina dell’ Atletica, che quest’ anno e di un altissimo livello.

    Hai iniziato a praticare atletica leggera a 10 anni, cosa ti ha portato a scegliere questa disciplina e cosa ti affascina ancora oggi? La sfida, la prestazione fisica o altro?
    Ho iniziato a praticare l’atletica molto presto. Avevo iniziato a giocare a calcio ma il mister vedendo la velocità mi ha consigliato di iniziare a praticare atletica. Da lì mi sono innamorato subito della velocità e del salto in lungo, che ancora oggi sono le mie discipline. Sono due discipline molto diverse ma hanno un filo conduttore. Per saltare lungo bisogna correre veloce, quindi lo sprint mi ha aiutato in questo. La sfida credo sia la mia più grande motivazione.

    Hai iniziato con lo sprint per poi passare al salto in lungo, cosa ti ha portato a questo cambio?
    Diciamo che sia lo sprint che il salto in lungo sono state le discipline che hanno accompagnato la mia carriera sportiva non ho mai tralasciato l’una per l’altra. Quest’anno ho dovuto mettere da parte il salto in lungo per dei problemi alla cartilagine di entrambe le ginocchia ma spero di riprendere a saltare il prima possibile.

    Che tipo di prestazione fisica richiedono le due discipline cioè, quali muscoli sono maggiormente sollecitati nel salto in lungo e nello sprint?
    Entrambe le specialità richiedono un uso completo del corpo. Nella velocità il movimento è di forza ed esplosività pura ma qualsiasi parte del corpo viene sollecitata, il salto in lungo ha dei tempi di movimento muscolare diversi ma molto intensi e allora stesso modo tutto il corpo viene sollecitato a pari livello.

    Oltre alla preparazione tecnica che tipo di allenamento segui, potenziamento in palestra, nuoto, altri sport funzionali per la tua disciplina? Raccontaci la tua settimana di allenamento?
    Sicuramente una parte fondamentale dell’allenamento è quello in palestra per potenziare i vari distretti muscolari e soprattutto l’esplosività. Durante dei periodi di carico il lavoro in piscina aiuta ma solitamente sono più predisposto a lavorare in pista e palestra. La settimana di allenamento dipende molto dal periodo in cui ci si trova se vicino alle gare o in preparazione. L’allenamento cambia parecchio. Vicino alle gare solitamente si fa un solo allenamento al giorno di circa 2 ore per 5 giorni la settimana, dei quali due giorni si lavora in palestra mentre gli altri si curano gli ultimi aspetti della tecnica.
    Nel momento di preparazione si lavora 2 volte al giorno per 2 ore per 6 giorni la settimana con carichi molto pesanti di lavoro sia in palestra che in pista.

    Marcell Jacobs, nato per la velocità
    Filippo Tortu e Marcell Jacobs (foto Colombo/FIDAL)

    Pratichi altri sport nel tuo tempo libero?
    Quando sono lontano da competizioni o nel momento di pausa il mio sport preferito è il basket che però pratico solo ed esclusivamente in quel periodo.

    Dopo l'infortunio del 2017 hai dovuto abbandonare il salto in lungo ma non hai rinunciato alla sfida e sei tornato alla corsa sui 100 m con risultati notevoli, come hai affrontato emotivamente quel periodo di fermo?
    Sfortunatamente non è stato il primo grave infortunio quindi rispetto alla prima volta sono riuscito a gestirlo in modo diverso, non è stato comunque facile perché abbiamo dovuto passare dei mesi senza sapere esattamente quale fosse il problema quindi mentalmente è stato difficile vivere senza sapere perché stavi perdendo una stagione. Sono riuscito a viverla dandomi ogni giorno sempre più motivazione per tornare più forte di prima cercando di superare il momento il più velocemente possibile.

    Quanto conta la mente in fase di gara? Ti prepari mentalmente prima dello start oppure hai qualche rituale particolare?
    La mente in fase di gara è ciò che controlla tutto! Ormai gli allenamenti sono stati fatti, il lavoro è stato fatto quindi se si sbaglia e perché la mente sta giocando un brutto scherzo o non sai gestire l’emozione. Un rituale? Diciamo che si, esattamente il giorno della gara faccio sempre e solamente le stesse identiche cose! Da quando mi alzo a quando arrivo davanti ai blocchi! Ogni giorno della gara sempre le stesse cose fino all’orario della gara!

    Sei un giovane atleta e come tutti i giovani sei anche molto social. Cosa ti piace condividere con i tuoi follower?
    Sono un atleta che trasmette molto tramite i social, sia la vita privata che quella lavorativa da atleta!
    Mi piace condividere alcune mie sedute di allenamento per far capire che se si vuole raggiungere un obbiettivo o un sogno che ci si è posto da quando si è piccoli bisogna sudare sudare faticare e faticare! Non ti regala niente e nessuno! Solo te stesso. Mi piace far capire e trasmettere che con il duro lavoro e l’obbiettivo sempre nella tua testa niente e nessuno può fermarti!

    Quanto è importante per te la scelta della scarpa e dell’abbigliamento adatto per il tuo allenamento?
    Sicuramente la scarpa e una delle cose fondamentali dell’allenamento! Non posso indossare una scarpa che sia scomoda o non adatta a me! Solo il meglio. Lo stesso vale per l’abbigliamento, deve essere comodo e che non intralci i tuoi movimenti! Deve seguire le linee del tuo corpo! Dopodiché l’abbigliamento non può sbagliare di una virgola, ci deve essere sempre qualcosa abbinato a qualcos’altro, ci tengo molto al mio aspetto estetico sia nella mia persona che nello stile del vestiario.

    Marcell Jacobs, nato per la velocità
    Marcell Jacobs foto di Andrea Schilirò
    © RIPRODUZIONE RISERVATA
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