a cura della Redazione - 12 aprile 2019

Le mosse giuste per segnare il rigore

Come trasformare le situazioni ad alta tensione emotiva in opportunità di successo? Con i consigli dello psicologo dello sport Vanni Spinella.

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O la va o la spacca: quante volte l'hai pensato andando sul dischetto del calcio di rigore o guardando il bomber della tua squadra farlo all'ultimo minuto? Il rigore, se ci pensi bene, è una metafora di tutte quelle occasioni importanti che ti si presentano nella vita. Un appuntamento galante con una donna per esempio. O un colloquio di lavoro importante. O un esame fondamentale per i tuoi studi. Da Vanni Spinella, psicologo dello sport, una serie di consigli per non sbagliare mai, sul campo e nella vita.
Che sia un tiro decisivo o una chiacchierata con il capo, se vuoi “segnare” non devi avere altri pensieri per la testa. Quindi quando ti trovi di fronte alla porta dell’amministratore delegato della tua azienda devi sgombrare la mente da ogni altro pensiero e pensare solo a come dimostrare dialetticamente il tuo valore.
Hai presente i saltatori con l'asta o i giocatori di golf che ripetono il gesto a vuoto prima di eseguirlo? Stanno immaginando quello che succederà prima che avvenga. Tu puoi immaginarti come saluterai quella ragazza con cui esci per la prima volta, oppure l'immagine che il tuo capo avrà di te quando entri nel suo ufficio. Per moltissimi atleti ricreare il gesto tecnico nella propria mente è quasi più importante che realizzarlo, e chi lo fa è già andato in gol.
È vero, molti rigoristi sono dei cecchini che badano al sodo: sparano bombe all’angolino e non sbagliano mai. Ma vuoi mettere il cucchiaio di Totti alla semifinale degli Europei del 2000 contro l’Olanda padrona di casa? A volte il rischio paga, ma bisogna saperlo gestire.
Come insegna la psicologia positiva di Martin Seligman, autore di " Imparare l'Ottimismo", dopo un errore dal dischetto, un licenziamento o un no di una donna devi lasciarti il peggio alle spalle e guardare avanti. Anche in questo caso gli sportivi ti possono insegnare qualcosa: Michael Jordan non ha segnato tutti i tiri allo scadere della sua carriera. Semplicemente, anche dopo averne sbagliato uno, era in grado, la partita successiva, di riprendersi ancora la responsabilità.
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