di Max Grassi - 05 marzo 2019

Una giornata al Bellagio

Per il nostro primo giorno alla scoperta del Wellness abbiamo scelto il celebre resort Bellagio al 3600 di Las Vegas Boulevard South, nella celebre Strip. Ecco come è andata...
1/27 Dopo un doppio espresso per contrastare il fuso orario, corriamo fuori a goderci lo spettacolo delle fontane... la luna piena è strepitosa!

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Le meravigliose fontane danzanti del Bellagio.
Dopo una breve dormita (sono 9 le ore di fuso orario dall'Italia) per riprenderci dalle fatiche del lungo viaggio, eccoci pronti per incominciare la nostra esperienza "a tutto wellness" nella ormai ex città del vizio.
Protagonista del nostro primo giorno a “Vigas” (così qui negli Usa pronunciano il nome della città) è il celebre resort Bellagio.

Il Bellagio è uno degli alberghi più noti della Strip. Il casinò ha aperto la sua attività nel 1998 e ha quindi da poco compiuto 20 anni. Al momento della sua apertura si trattava del più costoso hotel mai costruito nella storia, infatti si calcola che la società che lo edificò spese circa 1,6 miliardi di dollari. Già nel nome risulta chiara la sua ispirazione al Lago di Como e al relativo comune.

L'attrazione principale dell'Hotel sono certamente le famose fontane (costate circa 50 milioni di dollari): si tratta di uno spettacolo di giochi d'acqua, luci e musica che si svolge nel grande lago artificiale. Lo spettacolo (che dura 4 minuti) si ripete ciclicamente durante il pomeriggio ogni 30 minuti e la sera (dalle 20 alle 24) ogni 15’.
Getti d'acqua si muovono ed esplodono a ritmo di musica (la colonna d'acqua raggiunge fino a 140 metri di altezza), formando spettacolari coreografie. Tra le canzoni utilizzate la più emozionante è certamente “Con te partirò” di Andrea Bocelli.

All'interno dell'albergo sono presenti moltissimi ristoranti che preparano diversi tipi di cucine multietniche (ne proveremo due), alcuni di essi anche molto famosi e stellati.
Ma veniamo alla nostra visita.
Il Master Barber Kenny.
Per riprendersi dal jet leg non poteva esserci inizio migliore. L’esperienza tra le mani del Master Barber Kenny alla Spa del Bellagio è stata fantastica. Per 45 minuti, sdraiato su una poltrona da barbiere vecchio stile sono stato coccolato dalle mani esperte di questo simpatico 43enne che, come spesso accade a noi italiani, ha tenuto a farmi sapere di essere stato 20 anni fa a Pisa e Firenze.

Tra asciugamani caldi che mi avvolgevano il viso e creme profumate e lenitive il mio ormai amico Kenny ha preparato il mio viso per la rasatura. Lunga, precisa (ho il pizzetto) e delicata.

Da quando, agli inizi del ’900, il signor King Camp Gillette ha inventato il rasoio domestico, molti uomini hanno perso il piacere di farsi radere da un professionista. Ma vi assicuro che ne vale la pena anche se il trattamento ha il suo costo: 75 dollari.
L'entrata del ristorante Spago.
Con una meravigliosa vista sul lago artificiale e sulle fontane e la Tour Eiffel (la copia, si intende), questo ristorante by Wolfgang Puck che dal nome tradisce ispirazioni italiane (Spago) ma ha le sue radici a Beverly Hills in California mi ha deliziato con un’ottima tartare di tonno e delle interessanti fettuccine ai funghi (il primo giorno all'estero ho sempre una certa nostalgia dell'Italia).

Un pranzo molto gustoso con personale sempre pronto e gentilissimo e con in più la possibilità di ammirare, tra una portata e l’altra, il famoso show pirotecnico del Bellagio.
In coda per accedere alla Gallery of Fine Art.
Dopo aver percorso centinaia di metri nei lunghi saloni di questo immenso hotel, arriviamo alla Gallery of Fine Art dove sono esposte due installazioni della celebre artista giapponese Yayoi Kusama (l'artista donna vivente più quotata del mondo). Nata nel 1929 ed emigrata poi a New York per sfuggire ad un matrimonio combinato e ad una famiglia che non comprendeva la sua passione artistica, per raccontare la sua carriera non basterebbe un libro.

A Las Vegas si possono ammirare, come dicevo, due opere: le sfere d’acciaio di “Narcissus Garden” che fecero scandalo nel 1966 alla Biennale di Venezia e soprattutto “Infinity Mirrored Room”.

Doo aver fatto il biglietto, una lunga coda di visitatori ci permette di scrutare i dati della carriera artistica di questa piccola grande donna - la prima ad essere insignita del titolo dell'Ordine della cultura del governo giapponese (solitamente riservato ai soli uomini) - per poi poter accedere per soli 45 secondi nella piccola stanza e specchiarsi nelle affascinanti luci infinite. Una ragazza dotata di cronometro vigila sulla durata della nostra visita. Troppo poco, ad essere sinceri, per riuscire a vivere un’esperienza sensoriale completa. Insomma: una lunga coda e 45 secondi per 15 dollari.

L’arte non ha prezzo, certo, ma in questo caso dovete capire se per voi ne vale la pena...
L'elegante ingresso del ristorante Harvest.
Dopo la nostra visita alla Gallery of Fine Art, sempre senza mai lasciare l'enorme Bellagio, ci incamminiamo verso la cena.

Ancora un ristorante di livello alto - Harvest - con una meravigliosa cucina a vista e sostenuta dal talento dello chef Roy Ellamar. Si parte con un cocktail bomba strepitoso: il Rosemary & Honeysuckle Old fashioned. Segue un ottimo antipasto di polpo e una portata principale di branzino e immancabile contorno di patatine fritte.

Più che soddisfatto anche da questa esperienza. Anche qui servizio eccellente e super veloce (questo però perché forse era lunedì sera). Il tempo per un doppio espresso per contrastare il fuso orario e corriamo fuori a goderci lo spettacolo delle fontane.

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