di Max Grassi - 07 marzo 2019

La capitale mondiale dell'intrattenimento

Il nostro terzo giorno a Las Vegas è dedicato ad un fantastico show del Cirque du Soleil e al rigenerato quartiere di "Downtown" dove abbiamo scoperto coloratissimi murales e tante sorprendenti istallazioni artistiche sparse per tutta l’area, opera di artisti di talento.
1/23 The Mantis Installation. Downtown Container Park

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Il video ufficiale di Downtown Container Park.
Manco da Las Vegas da 15 anni e ricordo che quando venni a Downtown (la Las Vegas originaria) per ammirare il meraviglioso spettacolo di luci al neon, mi era stato detto che al di fuori della celebre Freemont Street era meglio non mettere piede.

Oggi è tutto cambiato. Merito dell’illuminato miliardario Tony Hsieh che ha deciso di investire forte (si parla di 350 milioni di dollari) su tutta questa area creando, tra le altre cose, il Downtown Container Park (con all’entrata la simpatica The Mantis installation) dove, mi racconta Megan Fazio (famiglia originaria di Cefalù) - finalmente "anche noi di Las Vegas possiamo farci una passeggiata tranquilla senza il caos della strip".

Uno spazio all'aperto coloratissimo, pieno di negozi, boutique, ristoranti unici e intrattenimento per tutta la famiglia. I bambini affollano il parco giochi interattivo con al centro “The Treehouse” (la casa sull'albero), mentre i loro genitori possono rilassarsi in tranquillità.

Si vede forte la mano dei writer nei bellissimi murales che colorano questa area, dove la vita è friendly e la sera si radunano i ragazzi per fare festa. C’è anche un super festival musicale chiamato “Life is Beautiful”.

Lungo le strade, tutte con ampi marciapiedi, si procede naso all’insù per ammirare i colorati murales e le tante sorprendenti istallazioni artistiche sparse per tutta l’area. E poi insegne vintage di motel, night club... passeggiare qui è un po’ come essere catapultati dentro a un telefilm di trent’anni fa, tra scorci e scenari già visti sullo schermo.

Dopo anni di degrado e abbandono in favore della zona dei casinò, Downtown ha voltato pagina. Creatività e vernice alla mano, gli artisti hanno riempito le pareti delle case con affreschi coloratissimi e restituito un aspetto più contemporaneo ad un quartiere che sembra la scenografia di se stesso.
Qua Baths & Spa al Caesars Palace.
Quando viaggio mi piace immergermi nella realtà che mi ospita. Per cui, invece del taxi, per tornare da Downtown alla Strip ho deciso di farmi una lunga passeggiata (8 chilometri) per osservare la realtà che “sta nel mezzo”. Giunto al mio obiettivo, l’imponente Caesars Palace, e dopo un rapido pranzo al ristorante Pronto by Giada, mi dirigo verso la Qua Baths & Spa.

Anche qui, tutto molto elegante, con sauna, bagno turco e varie vasche, da quella ghiacciata a quella caldissima dove immergersi in totale relax. Dopo mezz’ora di attesa, arriva a prendermi una ragazza asiatica per portarmi al mio trattamento, denominato Gentlemen’s Poker Facial. Parafrasando il film di Francis Ford Coppola ambientato proprio a Las Vegas (uno dei miei preferiti)... Un sogno lungo 50 minuti.
Il trailer dello spettacolo "Love" Beatles.
Per la serata il mio programma di giornata suggeriva un giro sulla High Roller Panoramic Wheel, ma ci sono passioni che non possono essere trascurate. Come forse avrete già capito, non solo casinò e insegna al neon accendono la notte di Las Vegas, questa città è ormai anche una capitale dell’intrattenimento con spettacoli affascinanti e show che difficilmente temono confronti nel mondo.

L’intramontabile Cirque du Soleil, ad esempio, è di casa a Las Vegas con 6 spettacoli “residenti”. Tra gli spettacoli fissi, un vero capolavoro di ingegneria è l’elettrizzante "O" che va in scena ogni sera al Bellagio con un cast di 81 artisti che si esibiscono in un teatro acquatico con una piscina contenente 5,5 milioni di litri d'acqua. Ma, da non perdere, anche “One” di Michael Jackson.
A noi del pubblico è vietata la possibilità di scattare fotografie, ma gli spettacoli sono pura calamita per gli occhi che a nessuno verrebbe in mente di trasgredire alla regola.

Essendo io un grande cultore della musica dei Beatles mi sono diretto senza dubbio alcuno verso il The Mirage (all'epoca della sua inaugurazione, 1989, il più grande albergo della città, ispirato alla Polinesia e famoso per il Vulcano che eruttava) per assistere al celebre “Love”. Ho comprato il biglietto più economico (75 euro) e per quasi due ore sono rimasto senza fiato ad ammirare questo show straordinario. Come si dice in questi casi… da non perdere!

E siccome questa era la giornata delle passioni, ho deciso di chiudere con una rapida cena a notte ormai inoltrata da “Bubba Gump” il ristorante a base di gamberetti, che per un fan sfegatato del film Forrest Gump è un’appuntamento fisso!

Per rispondere alla domanda del titolo... è Las Vegas una delle capitali del dell'intrattenimento? La mia risposta è sì!
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