Perché il freddo fa bene al tuo organismo

Forse non lo sapevi ma l’esposizione alle basse temperature irrobustisce il fisico, brucia le calorie ed è anche un antidepressivo naturale. Comincia dalla doccia al mattino e magari allenati sotto zero

di Federica Furino

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Mi sono chiesta per lungo tempo se fosse vera quell'affermazione che dice che "il freddo fa bene al tuo organismo". All'inizio è andata così: ho deciso di lavarmi con l’acqua fredda, ma a pezzi. Braccia, petto, faccia. Dopo averlo fatto, mi è rimasta addosso una strana sensazione di caldo e l’impressione di aver fatto qualcosa di bello. Allora ho continuato, aumentando le parti di me sotto il getto gelato, finché nel giro di una settimana ho pensato che fosse il momento di provare l’esperienza full body: doccia completa a 15 gradi.

Un po’ ho sofferto, ammetto, però meno di quanto pensassi e allora sono andata avanti, oscillando tra l’idea che in me ci sia del masochismo e il piacere che resta ogni volta che chiudo l’acqua e vado ad asciugarmi. Dove porterà la mia pratica delle tecniche di esposizione al freddo ancora non so. Fin qui noto, non senza scetticismo, alcune conseguenze: prima tra tutte che ho spesso caldo.

Durante il giorno non sento il bisogno di accendere il riscaldamento. Che poi è il punto da cui è partito questo esperimento: poter abbassare la temperatura senza che l’inverno diventi un supplizio, facendo qualcosa di utile per il corpo prima ancora che per l’ambiente e il conto in banca.

QUANTO IL FREDDO FA BENE AL CORPO

Il primo a predicare su larga scala le virtù del freddo è stato The Iceman, Wim Hof, l’uomo di ghiaccio, detentore di alcuni record di esposizione al freddo come aver corso a piedi nudi una mezza maratona a venti gradi sotto zero o scalato l’Evererst in pantaloncini e maglietta. L’idea di Hof è che l’uomo sia fatto per vivere all’aperto, coperto di poco come all’inizio della sua storia. Adattandosi progressivamente a un ambiente sempre più comodo e sempre più caldo, avrebbe smesso di sollecitare i suoi naturali meccanismi di difesa, innescando un progressivo indebolimento.

Però, dice Hof, invertire la rotta è facile: basta esporsi al freddo. Pochi giorni e già si vedono i risultati. In realtà, il suo metodo è più complicato di così e prevede anche l’utilizzo di tecniche di respirazione e meditazione mirate. Metterlo in pratica garantirebbe più energia, meno stress e un sistema immunitario più forte. E questo grazie a processi fisici e ormonali. "Quando fai una doccia fredda", scrive nel libro “Il metodo del ghiaccio” (Mondadori), "i piccoli muscoli dell’apparato vascolare vengono attivati e allenati. Dopo dieci giorni di docce fredde noterai che il battito cardiaco è diminuito in modo significativo, anche di dieci o quindici battiti al minuto, e si manterrà per quel livello per ventiquattro ore al giorno. Ciò si traduce in molto meno stress".

Hof dice che, se per dieci giorni concludi una doccia calda con un minuto di acqua fredda, impari addirittura a controllare la risposta dell’apparato vascolare con la volontà.

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NUOTO D’INVERNO: UN ANTIDEPRESSIVO NATURALE

Diversi studi sul nuoto all’aperto sono concordi nel dire che, effettivamente, immergersi nell’acqua fredda migliora la salute mentale: aumenta l’autostima e riduce i livelli di tensione, rabbia e confusione. Talvolta anche con esiti sorprendenti, come nel caso di una ragazza inglese di 24 anni arrivata a sospendere le terapie farmacologiche dopo quattro mesi di pratica.

Certo, non tutti i nuotatori arrivano fin lì, ma non è un caso che, sempre in Inghilterra, sia nata un’associazione no profit che si chiama Mental Health Swims e diffonde la pratica tra persone con disagi mentali. Josephine Worsek, biologa molecolare tedesca del Max Plank Institute, mi spiega che l’esposizione al freddo stimola il rilascio di noradrenalina e di dopamina.

In più ha provati effetti antiinfiammatori che possono essere un utile punto riferimento, considerato che, come spiega Mark Harper anestesista del Royal Sussex County Hospital e autore del libro “Chill. The cold water swim cure”, la depressione è spesso legata a stati di infiammazione cronici. Scrive Harper che "a 20° C la pelle innesca un meccanismo di vasocostrizione e il corpo inizia a produrre adrenalina e noradrenalina che accelerano il battito cardiaco. Per quanto sembri difficile da credere, questo genere di stress fisico fa bene e riduce i livelli di infiammazione".

Questa stessa proprietà antiinfiammatoria del freddo, aggiunge Josephine, allevia i sintomi di malattie autoimmuni e accorcia i tempi di recupero nell’attività sportiva intensa. Ed è utile anche nel mitigare il dolore cronico. "È come se il freddo distogliesse il cervello dalla percezione del dolore. Il sistema immunitario e il metabolismo lavorano meglio. In più, fa dimagrire".

DIMAGRIRE COL FREDDO

L’idea di base è che il corpo, per mantenere costante la sua temperatura, consumi calorie e che quindi, allenandosi all’aperto o in un ambiente freddo, bruci di più. Ray Cronise, ex scienziato della Nasa specializzato in nutrizione, ha spiegato così il motivo per cui Michael Phelps dovesse ingerire anche 12.000 calorie al giorno, quando invece correre una maratona ne richiedeva “solo” 3.000.

E, parallelamente, perché l’uomo contemporaneo, abituato a vivere in ambienti iperriscaldati, soffra spesso di obesità. Per dimostrare la sua teoria, nell’inverno del 2009 aveva iniziato a fare regolarmente docce fredde e camminate a torso nudo, perdendo più di sette chili in sei settimane.

Fulvio Massa, laureato in Scienze Motorie, fisioterapista, esperto in recupero funzionale, preparazione atletica e riatletizzazione, non si spinge fin lì ma conferma la teoria. "Il freddo innesca dei principi di termoreg-lazione che vanno ad aumentare il consumo di ossigeno anche di tre o quattro volte rispetto alle condizioni basali del caldo", dice. "Il freddo è un attivatore del metabolismo: anche stando seduti su una sedia, se la stanza è fredda, si bruciano calorie in più».

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ALLENARSI AL FREDDO

Dice Massa che molti atleti usano il freddo come strumento nella loro pratica. Novak Djokovic, per esempio, segue le tecniche di Wim Hof. Cristiano Ronaldo si è fatto allestire in casa una camera crioterapica per curare i danni muscolari provocati dallo sforzo fisico.

"L’esposizione al freddo va fatta con raziocinio e moderazione", spiega. "Le criosaune e le vecchie saune finlandesi sono tecniche sicure e controllate. Immergersi in un lago ghiacciato è più rischioso: basta un attimo per passare dal godere il freddo al subire il freddo e andare in ipotermia". L’esposizione deve essere graduale. "La tolleranza è allenabile, ma ci sono elementi che condizionano. Le persone anziane, per esempio, sentono più freddo di quelle giovani".

L’attività fisica all’aperto d’inverno, dice Massa (che è tecnico della nazionale di corsa in montagna), va gestita bene. Soprattutto se di lunga durata. "Serve il classico abbigliamento a cipolla e traspirante. Il corpo umano, quando fa attività fisica, produce calore. Se è intensa e stabile, non richiede particolari accorgimenti".

Diverso è quando l’attività è di maggiore durata e passa da un ambiente all’altro, come nel trail running. "In questo caso, servono i giusti strati per le diverse condizioni. Spesso è necessario uno zaino o un marsupio che aiuti a gestire i vestiti: metterli quando si sale in quota e toglierli quando si scende". Anche partire troppo coperti è da evitare. "Si rischia di sudare troppo. E quando il freddo ti arriva addosso è difficile toglierselo perché ha prodotto una termoregolazione negativa che il corpo fa fatica a recuperare. Sono errori che si pagano".

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