di Rosario Palazzolo - 01 marzo 2019

Doping, l'allarme per le emo-auto trasfusioni nello sport

Secondo una ricerca dell'Università di Copenaghen le micro trasfusioni di sangue possono aumentare l'efficienza di quasi il 5%. Con rischi gravissimi per la salute.

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Emo-auto trasfusione. Tra le tante facce del doping questa pare essere una delle più usate e abusate dagli atleti. La conferma arriva anche dai Campionati del Mondo di sci nordico in corso a Seefeld (Austria), dove sono stati compiute 5 arresti tra gli atleti (due austriaci, due estoni e un kazako) e quattro tra medici e tecnici internazionali.

Ancora le famigerate sacche di sangue, ancora una volta nel mirino le discipline di fondo, di fatica. Spunta fuori l'ennesima fabbrica del “male” e dell'imbroglio sportivo che ha sede a Erfurt, in Germania, che sarebbe guidata da un ex medico di ciclismo su strada. Sulla scia delle rivelazioni del fondista austriaco Johannes Duerr, positivo all'Epo ai Giochi di Sochi 2014, nel docu-film tv “L'avidità per l'oro”. Già nel maggio 2015 la tv France 2 aveva dimostrato - usando 8 atleti come ciclisti volontari - che le micro-dosi di sostanze dopanti (EPO, GH, corticosteroidi ed emotrasfusioni) non vengono rilevate dai controlli incrociati con i valori del Passaporto Biologico UCI. L'incremento delle prestazioni era importante, a cominciare dal VO2max (massimo consumo di ossigeno e soglia anaerobica), con un + 6.1%, a fronte di minimi sbilanciamenti dei dati personali dell'atleta. E quindi della minor reperibilità dell'Epo di terza generazione, Cera, con 100 unità in vena invece delle tradizionali 500-1000 per via intramuscolare.
Nonostante gli arresti, le squalifiche e gli scandali, le tecniche di doping hanno continuato a evolvere in questi anni. Anche quelle dell'emo-auto trasfusione. A questo proposito, una ricerca del dipartimento di Sport e nutrizione dell'Università di Copenaghen recentemente ha dimostrato che bastano 135 millilitri di sangue per poter migliorare anche del 5% le prestazioni: parliamo di mezza sacca di sangue mentre prima se ne utilizzavano due-tre. Con miglioramenti consistenti nelle prestazioni fino al 4,7%.
"Le competizioni ad alto livello internazionale sono decise nell'ordine dell'1-2%. Un miglioramento del 5% può rappresentare davvero molto, circa 10 watt in bici, il che significa che il corridore potrà essere migliore di circa un minuto su uno sforzo di quaranta minuti", puntualizzava il promotore della ricerca, Nikolai Nordsborg. "Dobbiamo essere consapevoli che ci sono molti metodi sofisticati che non causano variazioni significative nei valori del sangue - dice - Uno di questi metodi è proprio l'autoemotrasfusione con piccole quantità di sangue. Ora che abbiamo visto che le prestazioni possono essere notevolmente migliorate in questo modo dobbiamo dare priorità allo sviluppo di nuovi metodi per rintracciare le frodi". Inutile mostrare i danni che fanno queste sostanze sull'organismo, oggi come domani, con il cuore che spesso si arrende all'improvviso.
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