02 July 2018

Impara a dire "Grazie"

Agli uomini dire grazie sembra solo una cortesia. Le donne però lo fanno spesso e vivono meglio. È giunta l’ora di scoprire quale segreto si nasconde dietro questa semplice ma importante parola.

Il sentimento di gratitudine fa stare in pace con il mondo. Esistono prove scientifiche che dimostrano il suo potere in tre ambiti fondamentali della nostra vita: la salute, il matrimonio, il lavoro. Per quanto riguarda la salute per esempio uno studio ha rilevato che i più grati dormivano meglio e più a lungo e di giorno erano più svegli e reattivi. Questo perché prima di addormentarsi pensavano positivo.
La stessa ricerca ha messo in relazione il senso di gratitudine con un incremento dell’attività del sistema nervoso parasimpatico, responsabile della buona gestione dello stress. Quanto al matrimonio un altro studio ha evidenziato che la gratitudine dà nuova linfa vitale al rapporto di coppia. Dallo studio è emerso che più della metà delle azioni che noi facciamo per la nostra anima gemella non viene notata. Le donne però sono più inclini a fare piccoli gesti premurosi. Quindi cogli l’occasione e, se li noti e dentro di te ti senti grato, diglielo. Se non glielo dici perdi l’opportunità di rendere ancora più solido il vostro legame.
Da altri studi è emerso che il senso di gratitudine permette di essere più efficienti nel lavoro e nello studio.

L’esperimento

Martin Seligman, direttore del Centro sulla Psicologia Positiva dell’Università della Pennsylvania, ha preso 411 persone e ha chiesto loro di comunicare per iscritto in una lettera tutta la loro gratitudine a una persona che fosse stata particolarmente generosa e alla quale non avessero mai detto un vero e sincero grazie, consegnando poi a mano questa lettera al diretto interessato e guardandolo negli occhi mentre la leggeva. Non era un compito semplice ma il risultato finale è stato sensazionale: quasi tutti hanno manifestato sentimenti di felicità ed emozioni positive (ancora tangibili nell’intervista del mese successivo) contro pochissimi stati d’animo negativi. In un altro esperimento è stato chiesto ad alcuni studenti di pensare a tre cose particolarmente positive accadute nelle precedenti 48 ore e di scrivere che cosa gli avesse fatto emergere un forte senso di gratitudine nei confronti di quegli avvenimenti. È stata notata subito una generale sensazione di benessere in tutti i partecipanti, che si è intensificata con il passare del tempo fino ad arrivare al culmine ben cinque settimane dopo. Si può provare gratitudine anche per qualcosa di negativo. È stato chiesto ad alcune persone di rivangare un episodio triste o fallimentare della propria vita e di cercare di ricavarne comunque un sentimento positivo che gli facesse provare un senso di gratitudine verso quell’evento. Dovevano rispondere a domande tipo: “In che modo puoi aver tratto beneficio da quell’episodio? Ne sei uscito rafforzato? In qualche modo ti ha aiutato a distinguere e ad apprezzare di più le cose e le persone davvero importanti della tua vita?”. Gli psicologi la chiamano “memoria positiva”: se ti impegni riesci a manipolare nella tua mente gli eventi, ricavando sensazioni positive anche dalle situazioni più disperate. Nonostante l’esercizio sia piaciuto di più alle donne che agli uomini, questi ultimi ne hanno tratto maggiori benefici, probabilmente perché non sono abituati ad essere grati. Questa esperienza è stata una novità assoluta per loro e li ha davvero fatti stare bene.

Perché dire grazie è così difficile?

Ma se dire grazie fa stare così bene, non solo chi se lo sente dire ma anche chi lo dice, da dove deriva questa sorta di vergogna o di fastidio che provano gli uomini nel ringraziare? Ci sono diverse teorie: la gratitudine implica il fatto di aver bisogno di qualcuno. E l’uomo per antonomasia non deve chiedere…mai! Dire grazie significa fare affidamento su qualcun altro, e a noi “uomini duri” questo non piace proprio. Non solo: la gratitudine è un’emozione e l’uomo difficilmente mostra ed esibisce le proprie emozioni.
Gli studiosi comunque sono convinti che gli uomini confondano l’esser grato con il sentirsi in debito. Mentre le donne hanno dei rapporti interpersonali basati sulla condivisione, gli uomini basano tutto sullo scambio. Per le donne quindi è più facile accettare l’idea di aver bisogno di qualcun altro. L’universo femminile sa distinguere tra un favore ricevuto gratuitamente e uno scambio di favori; il mondo maschile no, va in confusione, le considera situazioni conflittuali. Gli uomini sono portati a chiedersi come possono sdebitarsi, si sentono moralmente obbligati a ricambiare il favore. Questo avviene in particolare quando è stato un altro uomo a farci il favore.

Dire grazie conviene

Ma per quanto sia difficile sentirsi in debito o ammettere di aver bisogno di qualcun altro, tutte implicazioni psicologiche dl dir grazie, ringraziare fa bene alla mente e anche al corpo. Senza contare che secondo le donne gli uomini in grado di esprimere gratitudine sono più sexy, i mariti riconoscenti piacciono di più alle loro mogli, sul lavoro la collaborazione è sinonimo di produttività e, infine, chi sa dire grazie sa anche prendersi cura meglio di se stesso. Vuoi davvero rinunciare a tutto questo?

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