a cura della Redazione - 26 settembre 2019

Daniel l'inossidabile

Tra meno di due settimane Daniel Fontana, 43 anni compiuti, parteciperà al Mondiale di Ironman di Kona, alle Hawaii. L'atleta più anziano nella categoria Elite. Ci ha parlato delle origini dell'amore per il triathlon, delle fatiche quotidiane, del suo elisir di perfetta forma e...

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"Il triathlon è prima di tutto un modo autentico e molto semplice per scoprire la gioia di fare attività fisica all’aria aperta e insieme ad altre persone. È uno sport divertente e adatto a tutti, dagli 8 anni fino agli over 75, frutto della somma di tre discipline già di per sé incredibili come il nuoto, il ciclismo e la corsa. Nessun altro sport ti offre un mix così esplosivo".

Com’è la vita di un triatleta?

"È una vita piena e impegnativa il cui ritmo è dettato principalmente dalle sessioni quotidiane di allenamento e dalle gare. Di sicuro è anche una vita fatta di costanti cambiamenti. Da quando ho iniziato nel 1992 il triathlon si è evoluto molto: all’inizio era uno sport eroico che da fuori si faticava quasi a comprendere, mentre oggi è diventato popolare e riscuote un grande interesse di pubblico, tanto è vero che l’aspetto più difficile di un Ironman è riuscire a iscriversi".

E come è la vita di un triatleta che ha superato i quarant’anni?
"Oggi sono arrivato a fine carriera, anche se in realtà avrei dovuto essere 'in pensione' almeno da dieci anni, ma riesco ancora a togliermi tante soddisfazioni (il 10 luglio 2018 a quasi 43 anni Daniel ha vinto con uno straordinario tempo – 7:47:35 – l’Iron- man a Taiwan battendo due atleti australiani di 28 e 30 anni, ndr). Mi piace correre, pedalare, nuotare e mi piace farlo anche quando fa freddo o fa molto caldo. Mi piace quando faccio fatica e mi piace condividere tutto questo con gli amici che hanno la mia stessa passione: da senior mi sento anche di poter trasmettere informazioni ed esperienze alle persone che stanno iniziando a conoscere il triathlon".

Come hai scoperto questa disciplina?

"Mi sono avvicinato al triathlon arrivando dal nuoto quando abitavo ancora in Patagonia, nel 1992. Dove vivevo io non c’era proprio nulla, internet non esisteva ancora, viaggiavo e mi spostavo da solo per partecipare alle prime gare: lo facevo non per soldi ma per il semplice gusto della competizione. Questa è una cosa importante che nei giovani purtroppo oggi sembra mancare".

Il prossimo 12 ottobre a Kona nelle Hawaii si svolgerà la finale del Campionato del Mondo di Ironman: tu sarai l’unico italiano e il più vecchio nella categoria Élite. Che cosa significa per te?

"Per me rappresenta la chiusura di un cerchio. Sono cresciuto guardando questa mitica gara in TV e mai avrei pensato di poterla fare un giorno da professionista. Ma sono anche consapevole della mia età, dei miei limiti e delle altre mille incognite: 12 ore di fuso orario da recuperare, il clima molto caldo, tutti i partecipanti agguerritissimi. Per me poi sarà un gran bel modo per concludere la mia carriera da triatleta professionista".

Come ti stai preparando per la finale?
"Mi alleno con costanza utilizzando anche le gare di triathlon: nuoto per circa 90 minuti 4 o 5 volte alla settimana, rigorosamente alle 7 del mattino con la squadra DDS a Settimo Milanese, dove si allenano con me molti atleti olimpici. In bicicletta mi alleno dalle 3 alle 4 volte alla settimana e se in una sessione pedalo per 200 km in quel giorno non faccio nessun altra disciplina. Se invece faccio sessioni più brevi posso aggiungere nello stesso giorno altri sport. Ogni settimana faccio almeno un paio di allenamenti di nuoto e bicicletta al mattino e di corsa alla sera, così da allenarmi in modo completo. L’esperienza mi ha portato anche a concentrarmi molto sul riscaldamento per prevenire gli infortuni. In inverno dedico alcune sessioni di allenamento allo stretching, al potenziamento, agli esercizi di mobilità e anche alle sedute di fisioterapia".

Quali sono i momenti più difficili durante una gara?
"Ci sono sempre momenti di crisi e sono sempre imprevedibili. Durante l’Ironman le crisi arrivano spesso nell’ultima sessione di corsa che è la più dura, perché quando inizi la maratona sei già stanco. A Taiwan intorno al quindicesimo km di corsa ero in testa alla gara e non riuscivo ad andare avanti, così ho cominciato a camminare mentre la testa continuava a ripetermi che non ce l’avrei fatta, che avevano ragione a dirmi che ero troppo vecchio... Poi ho rimesso a fuoco l’obiettivo e ho ricominciato a correre e a non pensare più a nulla. E sono arrivato prima di tutti!".

Che cosa farai dopo la finale di Kona, quando andrai “in pensione”?

"Continuerò a fare triathlon anche se non sarò più un professionista. Per me il triathlon è una fatica piacevole: soffro molto di più quando non mi alleno anche se sono certo che inevitabilmente dedicherò all’allenamento meno tempo rispetto a oggi. Ma sono sicuro che ci saranno nuovi progetti e nuove priorità su cui concentrarmi".

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A un solo anno dal successo ottenuto con il lancio della nuova gamma XMAX, Yamaha torna con un nuovo XMAX IRON MAX Special Edition, con un equipaggiamento ancora più sofisticato che ne esalta lo status di Sport Scooter all’ennesima potenza.

Pensati per i clienti che vogliono praticità e dinamismo, i nuovi modelli 400, 300 e 125 si rivolgono a chi apprezza il design, l’esclusività e l’indipendenza.

Tra le nuove caratteristiche di XMAX IRON MAX lo speciale disegno della sella dotata di schienalino integrato per il passeggero, insieme alle pedane del pilota in alluminio disegnate per esaltare l’esclusività di questi tre modelli, ormai punti di riferimento inconfondibili nel mondo degli scooter sportivi.

Gli altri dettagli che dimostrano la qualità dei modelli sono il profilo cromato del tachimetro e la lente fumé della luce posteriore. L’ampio ed ergonomico retroscudo dei modelli XMAX IRON MAX è arricchito da inserti in pelle che dimostrano la qualità superiore di questo scooter, mentre l’elegante e sofisticata colorazione Sword Grey della carena è decorata con nuovi loghi, per sottolinearne il carattere prestigioso. Senza dimenticare la forcella telescopica da vera moto, per una guidabilità superiore, e il sistema di traction control elettronico e l’ABS per avere sempre anche la massima sicurezza.

yamaha-motor.eu

I PUNTI DI FORZA
Disponibile in cilindrate 125 cc, 300 cc e 400 cc

• Esclusivo colore Sword Grey

• Nuova sella doppia con schienalino integrato

• Inserti in pelle nel retroscudo

• Pedane in alluminio

• Profilo tachimetro in cromo satinato

• Forcella da vera moto per una maneggevolezza unica

• Accensione senza chiave Smart Key • Vano sottosella per 2 caschi integrali

• Motore Euro 4 raffreddato a liquido

• Traction Control System (TCS)

• ABS su tutti i modelli

Daniel è nato a General Roca, in Colombia, il 31 dicembre 1975.

Naturalizzato italiano, dal 2005 gareggia per l’Italia nella disciplina del triathlon olimpico (1500 mt/40 km/10 km). Ha partecipato alle Olimpiadi di Atene nel 2004, dove ha ottenuto la 28° posizione con un tempo totale di 1:57:14.20. Maglia azzurra anche alle Olimpiadi di Pechino nel 2008, con la 33° posizione in 1:52:39.21. Dopo la seconda partecipazione olimpica, Daniel ha optato per le distanze più lunghe del triathlon. Nel 2010 è all’esordio nell’Ironman. Nel 2011 vince gli Ironman 70.3 (1900 mt/90 km/ 21,097 km) di Pucon (Chile) e Pescara (storica prima edizione italiana). Al mondiale di Kona-Hawaii ottiene il 12° posto assoluto con il tempo di 8h31’20” (miglior prestazione italiana al mondiale di Kona).

Il 2014 è l’anno di un altro grande tassello per la carriera di Daniel: il 30 marzo vince l’Ironman Los Cabos con il tempo di 8h26’15” diventando il primo uomo italiano a vincere una prova del circuito Ironman. Nel 2016 all’Ironman Taiwan conquista il secondo oro della sua carriera nel circuito mondiale. È l’unico atleta italiano a riuscirci nella storia. Daniel replica il successo all’Ironman Taiwan 2018, a quasi 43 anni, con la terza vittoria nel circuito mondiale che gli regala il pass per l’Ironman di Kona 2019, la sua sesta finale mondiale.

www.danielfontana.it
FB @danielfontanaironman

IG @fontello

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