A tu per tu con Charles Leclerc

La nostra intervista esclusiva con il pilota della Casa del Cavallino rampante per scoprire di più della sua vita e della sua carriera.

Men’s Health: Per la maggioranza dei piloti, correre per la Casa del Cavallino Rampante è un traguardo, oltre che un onore, come hai vissuto e come vivi l’opportunità che hai avuto?

Charles Leclerc: È un grande onore correre in Formula 1 per la Scuderia Ferrari e per me si tratta indubbiamente di un sogno divenuto realtà.

Ho cercato e amato questa squadra fin da bambino e ricordo di aver sempre osservato con grande interesse l'auto rossa percorrere le strade della mia città natale, Monte Carlo, durante i Gran Premi. È una squadra leggendaria con una storia incredibile. Mi rende incredibilmente orgoglioso di far parte del suo percorso.

MH: Quando hai iniziato a correre, avresti mai pensato di arrivare in Formula 1?

CL: È un sogno per qualsiasi pilota, ma finché non si avvera sembra qualcosa di molto lontano. La strada per la Formula 1 è molto lunga e bisogna compiere un passo alla volta. Devi concentrarti sul momento e migliorare ogni volta che sali in macchina, progredire e fare piccoli ma costanti passi in avanti. Quando ho firmato il mio primo contratto in Formula 1, non potevo crederci. Firmare per la Ferrari l'anno dopo è stato un sogno ancora più grande che si è avverato e sono molto orgoglioso che mi sia stato offerto un contratto, che mi legherà alla squadra per gli anni a venire.

MH: A prescindere dalla disciplina, per eccellere in qualcosa bisogna capire dove si trova l'equilibrio tra talento e pratica. Per un 23enne hai realizzato ciò che i più possono solo sognare. Quanto pensi sia dovuto alla dedizione, alla pratica e alla formazione? Cosa pensi di aver fatto di diverso dai tuoi coetanei in questo senso?

CL: Per arrivare in Formula 1, ma anche nelle categorie inferiori, tutti lavorano molto, con tanta dedizione e fanno tanti sacrifici. È difficile fare paragoni, perché ogni atleta ha i propri punti di forza e di debolezza, oltre ad un percorso specifico per seguire la propria carriera. Quindi ognuno ha la sua storia.

Un aspetto specifico della mia carriera è che ho fatto parte della Ferrari Driver Academy. Avevamo un programma rigoroso da completare, che prevedeva un allenamento fisico e mentale e ci ha dato una visione del mondo della Ferrari e anche della Formula 1. Questo mi ha sicuramente aiutato molto ad arrivare dove sono oggi.

MH: La gamma SS Ferrari Collection di Ray-Ban si compone di quattro modelli di occhiali, quale sceglieresti e per quale ragione?

CL: Generalmente prediligo lo stile casual, qualcosa di semplice e moderno. Se dovessi quindi scegliere uno stile, probabilmente opterei per RB4364M, che si ispira all’aerodinamica dell’auto.

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MH: Siamo tutti concordi nel definirti una persona elegante. Fin dai tuoi primi anni in F1, ti abbiamo visto indossare occhiali da sole in pista. Cerchi uno stile particolare quando scegli i tuoi accessori o segui semplicemente la moda? Quali sono i tuoi punti di riferimento parlando di stile?

CL: Direi che seguo le mode. Però mi piace mescolare un po’ le cose e cercare sempre stili nuovi a seconda del mio stato d’animo. Non ho un preciso punto di riferimento parlando di stile. Mi piace ispirarmi a cose diverse ma, aI tempo stesso, restare sempre fedele al mio stile personale.

MH: In che modo le nuove tecnologie migliorano il comfort e le prestazioni quando si corre?

CL: La Formula 1 rappresenta il livello più avanzato del motorsport e i team lavorano su ogni dettaglio per migliorare le prestazioni. Essere il più possibile comodi durante la guida fa parte del miglioramento delle prestazioni, in quanto il pilota così riesce a mantenersi perfettamente in forma dal primo all'ultimo giro anche nelle gare più difficili. Le attuali auto di F1 sono le più veloci mai realizzate, ma sono decisamente meno estreme per noi piloti rispetto alle auto di dieci anni fa.

MH: Quanto bisogna essere nerd del mondo dell’auto per diventare piloti di F1? E quanto lo sei tu? Pensi che conoscere la tecnologia presente nella tua auto aiuti ad essere un pilota migliore?

CL: Come piloti, abbiamo tutti una passione per le auto, ovviamente. Che si tratti di un'auto da corsa o di una da strada, è sempre divertente guidare e testare i limiti.

L'ingegneria è una parte importante dello sport. Soprattutto in Ferrari, abbiamo un grande team di ingegneri, non solo in pista, ma anche in fabbrica a Maranello, che ci supportano durante le gare. Comprendere gli aspetti tecnici aiuta sicuramente a diventare un pilota migliore e fornire un feedback più dettagliato per sviluppare continuamente la vettura.

MH: In Formula 1, quanto conta la macchina e quanto il pilota?

CL:È molto difficile rispondere, perché il successo in Formula 1 deriva dalla somma di numerosi fattori. Avere una macchina competitiva è probabilmente il fattore principale. Il pilota può comunque fare la differenza guidando al meglio per tutta la gara e fruttando al meglio tutto il potenziale dell’auto. Ogni pilota ha comunque il proprio stile di guida. Poi ci sono tanti altri aspetti che entrano in gioco durante il weekend di gara, come il tipo di tracciato e le condizioni climatiche. Si tratta di uno sport di squadra, quindi numerose persone sono coinvolte per ottenere il risultato finale.

MH: Come ti stai preparando per le gare e cosa ti aiuta ad aumentare la tua concentrazione? Hai dei rituali o qualcosa che fai come pratica standard con un paio di giorni/ore di anticipo?

CL: Non ho rituali o superstizioni prima di prendere il via ad una gara. Una pratica standard prima di ogni sessione è il riscaldamento con il mio allenatore. Facciamo un po’ di stretching e giochiamo a calcio nel paddock, che è un modo divertente ed efficace per prepararsi. Sulla griglia di partenza, di solito mi ritiro e cerco solo di rimanere concentrato prima del via. Tutti noi seguiamo anche una dieta specifica per massimizzare le nostre prestazioni, sia fisiche che mentali.

MH: È noto che la tecnologia della Formula 1 sia trasferita alle Ferrari stradali. Hai guidato di recente una Ferrari stradale? In caso affermativo, quale modello? E cosa ti ha impressionato di più?

CL: Storicamente, Ferrari ha sempre utilizzato la Formula 1 come una sorta di banco di prova per le nuove tecnologie. Queste vengono poi trasferite alle vetture stradali, come la Ferrari SF90 Stradale. Ho avuto l'opportunità di guidare quel modello diverse volte da quando è stato introdotto sul mercato nel 2019. Di recente, Carlos e io l'abbiamo guidata sulla nostra pista di prova a Fiorano e ci siamo divertiti molto. È un'auto speciale ed è davvero molto coinvolgente nella guida. È un’auto ibrida e sviluppa 1.000 CV, il che la rende molto vicina a un'auto di Formula 1.

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