di Luckonluke - 25 ottobre 2018

Yuki Kawauchi, eroe manga della maratona

Senza uno staff, con un lavoro che lo impegna ogni giorno, Yuki Kawauchi è uno dei maratoneti più popolari al mondo. Un esempio per tutti proprio per le sue scelte di vita. Curioso di scoprire quali? Leggi la nostra intervista.
Yuki Kawauchi taglia il traguardo della maratona di Boston 2018. Credit B.A.A. FayFoto

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È uno dei maratoneti più popolari al mondo ma è anche e soprattutto un esempio per tutti. La storia di Yuki Kawauchi sembra quella di un eroe manga che, facendo affidamento solo sulle sue forze e sulla sua volontà, ha saputo affrontare e superare ogni ostacolo, arrivando in alcuni casi a surclassare, come all’ultima maratona di Boston, (lo vedremo in azione anche domenica 28 ottobre alla Huawey Venicemarathon 2018) i più grandi professionisti al mondo. Lui è la dimostrazione di quanto, a volte, la passione e il cuore contano più delle leggi fisiche e degli sponsor.
Gli antichi samurai forgiarono la via della spada, il bushido, seguendo la quale tempravano il proprio corpo e il proprio spirito per affrontare le battaglie più difficili; Kawauchi si è costruito un vero e proprio bushido del maratoneta: lo abbiamo intervistato per scoprire qualcosa di più sul leggendario samurai della corsa.
Qual è la vera essenza della corsa?
"Correre significa arricchire la vita. Io corro per fare della mia vita qualcosa di più grande".
Che cosa ti ha spinto a diventare un maratoneta di questo livello?
"Il desiderio di scoprire il mondo, partecipando a gare in luoghi sempre diversi: se non ci fosse stata questa curiosità, avrei potuto accontentarmi di fare il corridore amatoriale in Giappone".
A differenza degli atleti con cui competi, tu corri e lavori; come riesci a trarre il massimo dal tempo limitato a tua disposizione?
"Da una parte cerco di essere il più costante possibile, cercando di non saltare mai un allenamento e al contempo cerco di evitare accuratamente ogni infortunio. Poi cerco di allenarmi in maniera molto stimolante, spesso includendo le gare stesse nel mio programma di preparazione per ottimizzare i tempi. Fare trail running in alta montagna, infine, mi aiuta a ottenere il massimo dai miei allenamenti, soprattutto in estate".
Qual è la dieta perfetta di un maratoneta?
"Non lo so. Io cerco di mangiare molta carne: bistecche alla griglia, hamburger, filetti etc., e abbondo di tiramisù e gelati dopo gli allenamenti e le gare più estenuanti".
Raccontaci la tua vittoria più bella!
"La mia vittoria più bella è senza dubbio la recentissima vittoria alla maratona di Boston 2018. Credo sia stata in assoluto la gara migliore della mia vita: ho lottato con i corridori più forti del momento sfruttando la mia particolare predilezione per il clima freddo e le condizioni metereologiche sfavorevoli. Sono felice perché l’opportunità di partecipare a una gara così importante quando sei al meglio della tua preparazione fisica capita una volta nella vita!"
Qual è il tuo prossimo obiettivo?
"Oltre a esplorare il mondo correndo con le mie gambe? Direi i mondiali di atletica di Eugene nel 2021."
Sei ormai una celebrità in tutto il mondo: come mai a questo punto non entri in un team professionista?
"Perché sono affezionato alla libertà della corsa. Voglio allenarmi secondo i miei ritmi e partecipare alle gare in base alla mia ispirazione, non per soddisfare obblighi contrattuali. Un’atmosfera tesa e piena di regole come quella di una squadra sportiva diretta da un coach sarebbe un passo indietro nel mio percorso".
Qual è la più grande differenza tra la corsa giapponese e quella del resto del mondo?
"Il discorso per me è un po’ complicato: per quanto mi riguarda, sono davvero felice di aver trovato la strada del self-coaching grazie alla quale vivo la maratona liberamente, come una passione. Nella maggior parte dei casi, però, i corridori giapponesi vivono la corsa come un vero e proprio dovere morale verso il team che si occupa di loro. La pressione per la vittoria e l’ansia di eccellere in ogni corsa a volte diventa davvero soffocante".
Hai un consiglio per i lettori e gli aspiranti runner di Men’s Health?
"Innanzitutto, ricordate sempre che in ogni tipo di allenamento il vostro più grande nemico è l’infortunio: evitarlo deve essere la vostra assoluta priorità, sia quando pianificate i vostri programmi, sia mentre correte. Ascoltate il vostro corpo e non spingetevi troppo oltre i vostri limiti, procedete gradualmente. Un’altra cosa che voglio suggerire, soprattutto per i giovani, è di non considerare la maratona solo come uno sport o una competizione: sfruttatela come un’opportunità di vivere e conoscere il mondo intorno a voi. Correte per i campi e i boschi intorno a casa o magari, quando andate in vacanza in qualche posto nuovo, cercate piccole gare locali a cui iscrivervi. Poche cose fanno entrare in contatto con il luogo in cui vi trovate come una lunga corsa di resistenza."

L'articolo completo è stato pubblicato su Men's Health - ottobre 2018
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