a cura della Redazione - 06 settembre 2019

Allarme “ansia da lavoro”

Di che cosa si tratta, quali sono i suoi sintomi e come affrontarla.

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Riunioni improvvise, carichi di lavori giudicati eccessivamente pesanti, pressioni da parte dei superiori. Per gli italiani scatta l’ansia da lavoro, che si traduce in un malessere generale, emotivo e fisico, che impedisce di lavorare con la giusta serenità e in maniera efficiente.

“Numerosi studi scientifici suggeriscono come una condizione di benessere emotivo, non solo fisico, sia un presupposto centrale per lavorare meglio e più efficacemente” sostiene Michele Cucchi, psichiatra, Direttore Sanitario del Centro Medico Santagostino di Milano e autore del libro “Vincere l’ansia con l’intelligenza emotiva”.

In generale, lo stress è collegato a un senso d’impossibilità percepita a gestire le richieste esterne, che vengono vissute come pressanti e frustranti. Esistono poi elementi legati all’organizzazione e alla cultura aziendale che possono aggravare il livello di stress: rapide evoluzioni dell’assetto aziendale che determinano cambiamenti sulla propria posizione; le dinamiche comunicative con colleghi, la gestione della delega e delle responsabilità, la necessità di essere sempre più veloci in mancanza di risorse e tempo; la mancanza di un coinvolgimento personale ed emotivo in progetti, la mancanza di attenzione a creare un clima di squadra con ruoli e responsabilità ben definiti, in uno schema di valori e obiettivi condivisi”.

“Quando lo stress perdura troppo” continua Cucchi “può generare la cosiddetta fase di esaurimento. Sintomi tipici sono insonnia con continui risvegli, difficoltà all’addormentamento e risveglio con la sensazione di non essersi riposati per nulla, difficoltà di concentrazione, facile irritabilità, manifestazioni somatiche quali sintomi intestinali e dermatologici.

“Ciascuno di noi ha una propria soglia di attivazione in risposta a fonti di stress” continua Michele Cucchi. “Si dice che qualche persona è maggiormente resiliente, capace di adattarsi alle condizioni ambientali minimizzando il grado di stress. La resilienza è infatti la caratteristica fisica dei materiali che permette loro di resistere agli urti senza spezzarsi. Nel caso dell’organismo umano è la capacità di reagire velocemente agli stimoli ripristinando l’equilibrio al proprio interno. Gli esseri umani sono animali molto resilienti grazie soprattutto alla capacità di essere emotivamente intelligenti".

Allenare le proprie competenze emotive è una risorsa fondamentale per fronteggiare lo stress al lavoro. Le competenze emotive che maggiormente influenzano la capacità di essere resilienti sono:

  1. la capacità di leggere ed esprimere le emozioni al nostro interno, di avere quindi la consapevolezza di cosa proviamo e la capacità di legare le emozioni ai nostri pensieri;
  2. uno stile relazionale improntato alla fiducia in sé e alla sicurezza di avere la stima e rispetto degli altri;
  3. una disposizione affettiva positiva e possibilista; tecnicamente si chiama “positive affect”, e si traduce nella capacità di affrontare con energia le difficoltà;
  4. l’inclinazione ad affrontare le problematiche guardando negli occhi incertezze e paure, scegliendo la pianificazione e lo studio attivo di soluzioni senza aspettare che le cose accadano.

Fondamentale è credere che “comunque vada io ce la farò, io posso contare su me stesso e quindi affrontare la mia partita a testa alta”.

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