Alto Adige, alle origini dell’alpinismo

Le spettacolari pareti in dolomia hanno dato vita a una tradizione e a un’esperienza alpinistica uniche al mondo.

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Quando diciamo Alto Adige pensiamo immediatamente alla roccia, la dolomia, quel minerale speciale che in questa zona delle Alpi ha dato vita a scenari incantati, con cime esteticamente meravigliose e in qualche caso magiche. Le Dolomiti, e più in generale le montagne dell’Alto Adige, non sono soltanto uno dei soggetti fotografici più emozionanti e affascinati al mondo, ma sono anche e soprattutto un luogo da vivere facendo sport. Anche in condizioni più estreme, se la nostra forma fisica e le nostre conoscenze tecniche ce lo consentono.

Fin da quando il 17 settembre 1804 venne compiuta la prima ascesa al monte Ortles, l’Alto Adige ha dato vita a una tradizione e un’esperienza alpinistica uniche al mondo.

È stato il territorio stesso a favorire la diffusione di questa disciplina che negli anni ha continuato a crescere e a estendersi divenendo praticamente alla portata di tutti gli sportivi. L’alpinismo, che in inverno si trasforma in scialpinismo, rappresenta l’espressione più completa, ed anche quella tecnicamente più complessa, della fruizione della montagna in ogni stagione dell’anno.

L’alpinismo incarna lo spirito dei tanti sportivi che, quando si trovano dinanzi ad una vetta, ne traggono ispirazione solamente cercando di salirla e nell’assaporare l’immensa emozione che si prova nel guardare il panorama una volta arrivati in vetta. Un indispensabile salto di qualità rispetto all’escursionismo, soprattutto quando l’ascesa implica passaggi su roccia molto complessi e su nevaio, oppure interi tratti da compiere in arrampicata o salendo accanto ad una corda fissa.

Naturalmente l’alpinismo impone capacità tecniche e una preparazione ancora più attenta e minuziosa rispetto a quelle richieste dal trekking e dall’escursionismo. Tuttavia, le emozioni che è in grado di donare sono tra le più forti. In Alto Adige tutto questo è realizzabile praticamente ovunque, molto spesso partendo a piedi dal proprio hotel.

Accanto alle vie più tradizionali come la salita all’Ortles, alle Tre Cime di Lavaredo o alle Torri del Vajolet nel massiccio del Catinaccio, è possibile arrampicare praticamente ovunque in centinaia di falesie che offrono l’opportunità di sperimentare l’arrampicata sportiva a tutti i livelli e di prepararsi alle salite più impegnative.

Uno dei modi più sicuri, ma al tempo stesso emozionanti, per assaporare da vicino l’adrenalina di una arrampicata è quello di provare una ascesa su via ferrata.

Si tratta di “sentieri” per l’arrampicata che, in tutto o in parte, ripercorrono le stesse pareti utilizzate dai grandi alpinisti. Lo fanno attraverso passaggi più semplici e comunque con l’aiuto di corde fisse metalliche, di scale, ganci e funi fissati lungo il percorso. Un mix tra escursionismo e alpinismo che offre l’opportunità di raggiungere scorci e vette senza rischi. Una volta imbragato, l’escursionista può percorrere l’intera salita attaccato a un cavo metallico che fornisce protezione in caso di scivolata accidentale. Sono ben 50 le vie ferrate in tutto l’Alto Adige. Si va da quelle più lunghe e panoramiche come la ferrata del Latemar che si affaccia sul Catinaccio ed il sottostante lago di Carezza. Oppure la croda Rossa, nelle Dolomiti di Sesto, che regala uno spettacolare sguardo sulle Tre Cime di Lavaredo. www.suedtirol.info/montagna

Luoghi insoliti da scoprire

Chi ha detto che l’alpinismo si fa solo in alta montagna? Nella bassa atesina, intorno a Cortaccia e lungo la celebre Via del Vino, s’inerpica la via ferrata Favogna. Un cammino quasi verticale che alterna tratti di trekking a passaggi sulle rocce fino al borgo di Favogna e al suo lago. Una escursione perfetta all’alba. Chi ama sentirsi sospeso in uno scenario mozzafiato, può invece provare la via ferrata Heini Holzer che si affaccia sul panorama meranese. Una parete di 500 metri di dislivello messa in sicurezza e adatta a tutti.

Cinque consigli per vivere la montagna in sicurezza

Conoscere se stessi e non sopravvalutare le proprie possibilità

Soprattutto chi non vive abitualmente a stretto contatto con la montagna può essere portato a sottovalutare l’impegno di una salita, le difficoltà di una discesa o più in generale può ignorare alcuni dei rischi che l’ambiente naturale nasconde. Occorre adottare sempre la massima prudenza.

Chiedere informazioni agli addetti ai lavori

Anche l’escursione o la gita più banale in ambiente naturale può celare ostacoli o imprevisti ai quali non si è preparati. È sempre utile chiedere informazioni dettagliate alle persone del luogo e soprattutto agli addetti ai lavori.

Leggere il meteo (non guardare i disegnini)

Una adeguata conoscenza del meteo è fondamentale per ogni escursione, soprattutto se si prevede una durata di molte ore. Non basta guardare i disegnini sulle app per smartphone, ma occorre leggere con attenzione i bollettini meteorologici, che nelle località montane sono molto diffusi, per capire l’evoluzione del meteo nella giornata.

Saper tornare sempre indietro in tempo utile

Uno degli errori che più facilmente si compie nelle escursioni di montagna è quello di ignorare i segnali che dovrebbero indurci a rientrare. Un cambio del meteo, un tuono isolato, l’allungamento dei tempi di salita o di discesa devono spingerci a riflettere bene se non sia il caso di rientrare dall’escursione, perché un ritardo potrebbe esporci per lungo tempo alle insidie della natura. Anche una breve pioggerellina può provocare un abbassamento termico mettendo in difficoltà gli escursionisti.

Avere equipaggiamento corretto

L’errore più comune di chi frequenta la montagna in modo saltuario è quello di non dotarsi del giusto abbigliamento. Servono scarpe adeguate ai sentieri più difficili e insidiosi, e abbigliamento adatto alle diverse condizioni meteo. È inoltre buona regola avere sempre con sé un cambio completo per affrontare improvvisi cambi di temperatura o delle condizioni di sereno.

Quasi ogni valle dell’Alto Adige custodisce almeno una falesia oppure una delle 50 vie ferrate, inserite in modo armonico nella natura circostante. Si tratta quasi sempre di pareti di dimensioni ridotte che bene si prestano ad esperienze emozionanti in piena sicurezza.

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