L'acqua del rubinetto e i falsi miti

Bere acqua del rubinetto fa male? Ci dobbiamo preoccupare del colore biancastro o di un cattivo odore? L'esperta nutrizionista Samantha Biale fa chiarezza su queste e altre false convinzioni.

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Samantha Biale, nutrizionista e dietcoach, fa chiarezza sui falsi miti che circolano riguardo all'acqua di rubinetto.

  1. L'acqua di rubinetto non è sicura

FALSO La prima condizione di un’acqua potabile è l’assoluta sicurezza per la salute, garantita già dalla falda. L’acquedotto e la rete vengono monitorati costantemente per verificare il rispetto scrupoloso dei parametri microbiologici, chimici e fisici stabiliti per legge. Tutti la possono bere con tranquillità. Conoscere le caratteristiche dell’acqua di casa è semplice: basta richiederle al proprio Comune. Leggendo i parametri, ci si accorgerà che ha sempre un ottimo equilibrio idrosalino.

FALSO Come si è detto, l’acqua di casa deve essere salubre, a garanzia della salute pubblica: in molti casi lo è di natura perché nasce già pura dalla falda, in altri viene aiutata per esserlo con metodi “fisici” semplici e innocui per la salute come i filtri a carbone attivo, i raggi Uv e le torri di areazione. L’unico mezzo chimico talvolta utilizzato è il cloro, ma in quantità assolutamente ininfluenti per la salute, grazie al rispetto dei limiti di legge che, in Italia, sono molto bassi. Ricordiamo che il cloro è un oligoelemento indispensabile per l’organismo (abbonda nei succhi gastrici) e presente naturalmente in molti cibi come il comune sale da cucina, olive e legumi.

FALSO Si tratta di una percezione assolutamente personale. Alcune persone si lamentano per il sentore di cloro, ma si tratta di un difetto risolvibile: per eliminarlo basta raccogliere l’acqua in una brocca e lasciarla decantare per qualche minuto. Essendo un elemento volatile, si disperderà facilmente nell’aria, scomparendo dall’acqua.

FALSO Questo fenomeno è dovuto alla presenza di microscopiche bollicine di aria che si formano per l’elevata pressione con cui l’acqua passa negli impianti (una forte pressione serve per fare arrivare l’acqua ai piani più alti delle case). Bastano pochi secondi nel bicchiere e le micro-bollicine scompariranno, lasciando l’acqua limpida.

FALSO Il calcare è composto da calcio e magnesio che, non solo non fanno male, ma anzi contrastano l’osteoporosi. Gli studi clinici hanno addirittura messo in luce che c’è una correlazione positiva tra la durezza dell’acqua e la minor incidenza di problemi cardiovascolari.

FALSO In Italia, la maggior parte degli acquedotti eroga un’acqua classificabile come “oligominerale” ovvero con un residuo fisso che va da 50 mg/l a 500 mg/l, e quindi piuttosto leggera. Quanto alla digestione, non esiste un’acqua indigeribile. L’acqua non richiede l’intervento di succhi gastrici né enzimi digestivi.

FALSO La maggior parte delle acque potabili ha un contenuto medio-basso di sodio. In ogni caso, la quantità fornita dall’acqua ha un impatto irrilevante rispetto a quella assunta attraverso gli alimenti. Basti pensare che una scatoletta di tonno o una mozzarella ne apportano già 2.5 grammi, mentre per assumerne la stessa quantità, attraverso l’acqua, ne servono circa 15 litri.

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