L'atletica italiana riparte dal giovane Yeman

10 August 2018
di Rosario Palazzolo
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  • 1/6 Yeman Crippa (foto di Andrea Schilirò)
    Con grande personalità, il 21enne trentino ci ha regalato la prima medaglia di bronzo ai Campionati europei di atletica leggera di Berlino. Yeman Crippa, tornerà in gara sabato sui 5.000 metri.

    Il suo nome “Yemaneberhan”, che in aramaico significa "braccio destro di Dio", ha un non so che di profetico per questo ragazzo che a 21 anni siede già nell’olimpo dei grandi campioni dell’atletica internazionale. Yeman Crippa, 21 anni, trentino, con una punta di milanesità e un’origine etiope che cela un’infanzia difficile, è il nuovo astro dell’atletica leggera italiana.
    Italianissimo, da quando a 18 anni ha ricevuto la cittadinanza del nostro Paese. Ma italianissimo già prima, per educazione familiare e scolastica, perché in Italia ci è arrivato quando era ancora soltanto un bambino, strappato dall'orfanotrofio di Addis Abeba, dove una coppia di milanesi, Roberto e Luisa Crippa, l’hanno raccolto e accolto insieme ai suoi fratelli e sorelle.
    Martedì scorso si è mostrato all’Italia intera a corricchiare sull’anello del mitico Olympiastadion di Berlino con i piedi nudi e una bandiera tricolore sulle spalle. Aveva appena concluso la sua gara capolavoro nei 10.000 metri piani che a soli 21 anni gli ha regalato una medaglia di bronzo in un Campionato Europeo di atletica leggera.

    A 21 hanno ha già bruciato i primati italiani under 23 sui 3000, 5000 e 10000 piani

    Yeman, atleta delle Fiamme Oro (Polizia) è la nuova speranza dell’atletica italiana. Un fulmine sulle distanze che vanno dai 1.500 metri ai 10.000, ma non un fulmine a ciel sereno per chi lo ha seguito fin dalle sue gare giovanili. In questa stagione Crippa si era già messo in grande evidenza togliendo il primato italiano under 23 dei 5.000 e 10.000 metri a Francesco Panetta e quella dei 3.000 a Stefano Mei. Nella scorsa stagione il 21enne delle Fiamme Oro si era aggiudicato il titolo europeo under 23 dei 5.000, sempre sulla pista tedesca.
    A rendere ancora più pregevole il suo risultato è stata la sua condotta di gara, dominata da una strategia pressoché perfetta. Segno che l’atleta non ha soltanto gambe e cuore, ma anche una testa matura e capace di leggere la gara riducendo il rischio di sprecare energie, cosa purtroppo molto facile in specialità così lunghe.
    "Curavo il tedesco Ringer che consideravo il favorito, a un certo punto ho visto che non era giornata per lui e allora sono andato avanti – ha dichiarato nel dopo gara - . Mi sono meravigliato per come ho corso i 10.000 ma non smetterò di fare i 5.000 e sabato ci riprovo su questa distanza - ha aggiunto l'allievo di Massimo Pegoretti -. Sono felice per me, per il mio gruppo, per mio papà, per il mio allenatore che se lo merita come professionista".
    Sabato 11 agosto Yeman tornerà in gara alle ore 21 per l'appuntamento con i 5.000 metri. E lui, ancora così piccolo, sarà sicuramente uno spettacolo ammirarlo tra i grandi dell’atletica.

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