Red Bull Ragnarok

11 aprile 2018
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  • 1/18 credits Kyle Meyr / Red Bull Content Pool
    Il 7 aprile in Norvegia si è svolta la nona edizione della gara di snowkiting più dura di sempre.

    Quando lo sci si unisce al kitesurf nasce lo snowkiting. E quando Red Bull ci mette lo zampino nasce Ragnarok, la gara di snowkiting più grande del mondo.

    In quella che è stata la nona edizione di questa gara che in meno di un decennio è già diventata leggenda, 350 partecipanti provenienti da 30 nazioni si sono dati appuntamento sul pleateau norvegese di Hardangervidda. L’obiettivo? Fare 5 giri del brutale tracciato lungo 105 km in 5 ore usando gli sci o lo snowboard e, ovviamente, la vela del kite. Si parte tutti insieme, sci e snowboard, e poi i più bravi iniziano a staccare gli altri.

    La distanza quest’anno è stata ridotta a 105 km perché nel 2017, in cui la gara prevedeva 130 km, sono arrivati al traguardo solo in 8 nel tempo massimo prestabilito.
    Quest’anno tuttavia, a causa delle condizioni del vento che nelle ultime ore di gara è calato drasticamente, tant’è che sono tre persone hanno tagliato il traguardo in tempo.

    Il vincitore di questa edizione è il tedesco Florian Gruber, che ha battuto il campione dell’anno scorso Felix Kersten di due soli minuti, dopo 4 ore di gara serrata. Al terzo posto si è piazzato Jonas Lengwiler.
    Gruber, già vincitore nel 2016, ha commentato così la gara e la vittoria: “è la terza volta che partecipo a questa gara e devo ammettere che questa è la Red Bull Ragnarok più difficile di tutte! All’inizio il vento era buono e potevamo usare vele piccole ma poi abbiamo dovuto tirare fuori quelle più grosse. Avevo sempre qualcuno davanti a me ma sono riuscito a non farmi staccare e a riprendere Felix e Jonas proprio prima dell’ultimo giro. È stata una lotta serrata con il vento che andava e veniva quindi sono veramente contento e soddisfatto del risultato”.
    Nessuno snowboarder invece è arrivato al traguardo in tempo. La vittoria, tra i migliori “perdenti”, è andata al canadese Martel e alla russa Garashenko.
    Tra le donne, infine, è arrivata prima la veterana di questa gara, l’inglese Steph Bridge, che è al suo quarto titolo, seguita dalle due norvegesi Frøydis Sjøvold e Camilla Ringvold.

    Nel 2016 solo 25 dei 350 partecipanti sono riusciti a completare in tempo tutto il percorso, all’epoca di 100 km. Nel 2017 la distanza era stata portata a 130 km e sono arrivati al traguardo solo in 8. Così per il 2018 si è deciso di ridurla a 105 km eppure, per via delle condizioni del vento nell’ultima fase della gara, solo 3 hanno completato tutti i giri nel tempo prestabilito.

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