New York, i 42k di Elbio Bonsaglio in corsa con Paco Rabanne

14 novembre 2017
a cura della Redazione
New York, i 42k di Elbio Bonsaglio in corsa con Paco Rabanne
Come veri moschettieri, cinque testimonial internazionali di Invictus by Paco Rabanne hanno corso la maratona di New York portando a termine il progetto sportivo #RunInvictus

Invictus, invincibili, come i cinque moschettieri di Paco Rabanne, Modelli, testiominal e influencer che il 5 novembre scorso hanno sfidato le strade di New York, correndo la celebre maratona che attraversa i cinque distretti della Grande Mela.
«Un sogno che è diventato realtà», racconta Elbio Bonsaglio, influencer e volto italiano di Invictus by Paco Rabanne che domenica ha corso la sua prima 42k. Con lui c'erano gli ambassador internazionali della fragranza ispirata allo sport, e il testimonial ufficiale, il modello ed ex rugbista australiano Nick Youngquest, che vediamo comunemente nelle pubblicità televisive dedicate a Invicuts by Paco Rabanne.
«Questa maratona non è stata un evento sportivo, ma un centro di energia folle e totale – racconta Elbio, a poche ore dal suo primo traguardo in maratona – Mi sono sempre definito un uomo di sport perché nella vita ho combattuto sul ring e amo la palestra, ma nulla è mai stato così forte e coinvolgente».

Elbio, esattamente un anno fa aveva raccolto la simbolica sfida lanciata da Nick proprio all'indomani della New York City Marathon. Insieme ad altri quattro colleghi aveva promesso che sarebbe stato al via dell'edizione 2017. Invictus by Paco Rabanne ha sostenuto il loro progetto lanciando #RunInvictus, progetto ispirato anche alla beneficenza (per ogni pettorale acquistato è stata offerta una cospicua donazione a enti no profit.
L'obiettivo è stato raggiunto. Elbio ha chiuso in 4 ore e 40 minuti, accusando la fatica negli ultimi chilometri, anche a causa degli infortuni che gli hanno impedito di portare a termine le indispensabili sedute di allenamento più lunghe. «Ora posso dirlo la maratona è fatica pura, ma anche adrenalina – racconta – a due miglia dal traguardo le mie gambe erano morte, ho dovuto riposare e soffrire per tagliare il traguardo. Ma subito dopo la linea di arrivo la soddisfazione per aver completato la mia sfida era così grande che mi sentivo un'altra persona. Sensazioni incredibili che non ho mai provato e che porterò sicuramente con me per tutta la vita, insieme ai volti e al tifo delle tante persone che mi hanno sostenuto».

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