A cena da Ronaldo con pollo e acqua

25 June 2018
di Corrado Montrasi
A cena da Ronaldo con pollo e acqua
C’è chi, come Cristiano Ronaldo, fa del culto del corpo un punto di forza e chi, come il “collega” Mido, riparte dal corpo per una rinascita totale.

È nota a tutti i tifosi di calcio l'attenzione che Cristiano Ronaldo riserva alla cura del corpo e del proprio fisico. Questa attenzione l’ha aiutato, in aggiunta alla costanza negli allenamenti e nell’alimentazione, a raggiungere un’integrità fisica straordinaria e a diventare il campione che è.

Meno nota è invece l’ossessione per i dettagli di tale cura del corpo. Fino a pochi giorni fa, almeno, quando in un’intervista l’ex compagno di squadra del Manchester United Patrick Evra ha raccontato un episodio, poi riportato da tutti i networks, riguardante un invito a cena da parte di Ronaldo dopo un duro allenamento. ''A tavola c'erano solo insalata, pollo e acqua. Dopo mangiato ha iniziato a palleggiare, costringendomi a fare altrettanto, poi è andato in piscina a nuotare'' ha ricordato Evra.

Un ex collega calciatore (meno noto) ha seguito una strada completamente opposta. L’egiziano Mido, ex attaccante di Roma, Marsiglia e Ajax, ha raccontato al Guardian il suo dramma: “Dopo aver chiuso la carriera di calciatore ho preso peso fino ad arrivare a 150 chili. Ero arrivato ad un punto in cui non riuscivo a percorrere 30 metri. Se li facevo, iniziavo a sentire dolore alla schiena, alle articolazioni e alle ginocchia".
In più: "Una volta stavo scendendo dalla mia barca in Egitto e stavo andando su un'isola. Ero con tre amici, a 300 metri dalla fine dell'isola. La sabbia era un po' pesante ed era un po' soleggiato e ho detto loro: 'Non posso camminare'. Mi dovetti sedere per 30 minuti". Due giorni dopo ho visto il dottore. Mi ha chiesto di fare degli esami del sangue". I risultati sono stati scioccanti per un uomo di 34 anni. Da lì una dieta drastica, allenamenti incessanti e un meno 37 kg in 5 mesi. Un percorso di rinascita di Mido dopo una fase ossessiva di stravizi completamente opposta a quella di Ronaldo.

Due vicende, queste, di sportivi di alto livello che hanno a che fare con le ossessioni derivanti da una vita passata all’interno della competizione sportiva, ma che li avvicinano in maniera evidente a molte storie comuni di uomini e donne che lottano forse esageratamente “contro” il proprio corpo invece di osservarlo e semplicemente rispettarlo.

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