Correre a piedi nudi? Basta atterrare come un gatto

3 July 2018
a cura della Redazione
Correre a piedi nudi? Basta atterrare come un gatto
Sembra un sogno che si realizza: dire basta alle scarpe da running e correre liberi. Ma siamo proprio sicuri che eliminare le calzature faccia bene? Ci sono pro e contro, come vi spieghiamo, e alcune accortezze da tenere bene a mente

I nostri piedi sono progettati per correre senza scarpe. Eppure, dalle scoperte archeologiche, risulta che i primi uomini usavano una specie di scarpa già 30 mila anni fa: in pratica ci siamo inventati le scarpe perché correre a piedi nudi faceva male. Nel tempo le scarpe si sono evolute a tal punto che oggi il 94 per cento di chi corre poggia prima a terra il tallone della punta, ovvero il contrario di come si dovrebbe correre a piedi nudi.
Non puoi prendere un piede che è sempre stato protetto dai colpi e sostenuto e togliergli di botto tutto questo. Devi dare al corpo, ai tessuti molli e alle ossa il tempo di adattarsi. Altrimenti il rischio è sempre lo stesso: infortuni (ne abbiamo parlato qui).
Nessuno studio scientifico infatti dimostra la correlazione tra barefoot running e una minor incidenza di infortuni. L’unica cosa che cambia è il genere di infortuni. Con il passaggio alla corsa minimalista al posto dei classici infortuni alla tibia e al ginocchio compaiono fratture da stress al metatarso e problemi al polpaccio e al tendine di Achille.

Il barefoot running non fa più o meno male della corsa tradizionale, perché quello che conta alla fine non è che cosa hai addosso ma il modo in cui corri. E questo è il motivo per cui togliersi le scarpe non risolve nulla. Il cuore della questione non è tanto la scarpa (o la sua assenza) ma la cadenza con cui il piede tocca il terreno. Falcate più corte e veloci portano a una sostanziale riduzione dell’assorbimento dell’energia da parte del ginocchio e dei fianchi e quindi le giunture soffrono di meno.
Il barefooting è sicuramente un metodo di allenamento utile ma è meglio andarci piano, cominciando da una distanza ridotta, più o meno come un paio di giri intorno a un campo da calcio.

Come iniziare a correre a piedi nudi

Il posto ideale per iniziare a fare barefoot running è la palestra: si può fare un chilometro o anche meno sul tapis roulant e continuare con qualche esercizio mirato per favorire la stabilità delle giunture come l’arrampicata sulla corda, gli affondi, la corsa con le ginocchia al petto, la corsa laterale e il bird-dog.
Gli esercizi di allungo del tendine di Achille sono fondamentali per i muscoli gastrocnemio e soleo, per i legamenti e per il tendine di Achille, ovviamente. È importante anche correre sul posto e imparare a spostare il peso sulla punta del piede. Bisogna imparare ad atterrare come un gatto. Sembra difficile ma non lo è: basta un po’ di pratica per vedere miglioramenti.

Ma allora siamo tutti nati per correre a piedi nudi? Non è detto. Non tutti corrono allo stesso modo, ognuno ha una sua conformazione individuale, una sua storia e una postura specifici. Tutti siamo nati per correre. Vorremmo sentirci dire come si fa a correre ma la verità è che nessuno lo sa con certezza. Non c’è una sola risposta e nemmeno una tecnica che vale per tutti.

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